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In alcune fasi della vita, rammento il fervore intellettuale attorno ad alcune aree e tematiche; esso si concretizzava transitando simbolicamente per alcuni testi, introduttivi o cardine, comunque rappresentativi di quei temi.

Nella tarda adolescenza era la poesia, con le Histoires et autre histoires di Jacques Prevert o una raccolta di liriche, tra cui quelle di Montale, con in copertina Le muse inquietanti, nonché inebrianti dico io, di Giorgio De Chirico.

Poco tempo dopo erano le basi chimico-fisiche dei viventi, con Struttura e funzioni della cellula di Loewy Syekevitz (?) – dove degna corona faceva una chiosa poetica di William Blake che diceva “Tutto ciò che vive é sacro, la vita gioisce nella vita”; ma allora furono anche i principi dell’Ecologia di Odum e poi l’Adattamento negli animali.

Qualche anno dopo furono i principi della incipiente (?) informatica con quei testi di programmazione in linguaggio Basic e poi del nascente Windows, Lotus 1 2 3; alcuni di questi acquistati, rammento, in una libreria dal nome evocativo di antiche e misteriose sapienze: Camelot, a Cinecittá .

Ancora anni dopo, dal Ricordi di piazza Indipendenza e da Musicarte di via Fabio Massimo (?), furono i testi di teoria e alfabetizzazione musicale, pentagramma e metodi di lettura e scrittura; rammento il manuale di Giovanni Unterberger con la sua sacralità quando scriveva: “Complimenti: state leggendo la vostra prima partitura!”

Guardo quelle fasi, grumi e coacervi di moti dell’animo e della mente, come i più importanti momenti – a fianco a quelli dei carissimi affetti pregressi, attuali e futuri – come le più importanti fasi della vita, in cui eri come l’uomo primitivo che scopre che, al di la del proprio uscio di caverna, c’è un Universo con dei segni che possono essere compresi, decifrati, interpretati fino a contemplarlo, il Mondo, e comunicarlo nella sua bellezza e complessità.

Bella

come la notte

distendi il tuo manto su me e

le tue stelle,

mirabili misteri

nell’oscurità del Cosmo,

dischiudono all’Eterno.

 

[Trasfigurazione, Fabio Sommella, 14 gennaio 2008]

 

Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia (CC BY-NC-ND 2.5 IT)

 

 

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In questo sito: proposte di narrativa, poesia, saggistica letteraria e cinematografica;  presentazioni di alcuni miei  libri, almeno i più recenti; pagine di riflessioni personali sul nostro tempo (Articoli in Blog); composizioni musicali originali, anche con partiture, arrangiamenti  e cover di brani riproposti alla chitarra o al piano o con orchestrazioni  e sintesi virtuali; argomenti di scienza (riflessioni sui principi della chimica e della biologia) e arte, panorami e scenari di storia e filosofia. Sono molte delle tematiche che mi appassionano, che hanno fatto parte della mia vita, dei miei studi, e che mi propongo di trattare qui, tutto secondo approcci eminentemente transculturali, di contaminazione, che esulano dai purismi specialistici per abbracciare un’ottica tendenzialmente trasversale, sentitamente olistica.

In sottofondo Farewell’s Song (to my wife ) di Fabio Sommella 2016-2018. Orchestrazione ‘sperimentale’ missata in data 23 dicembre 2018. Partitura orchestrale scritta con Noteworthy Composer 2.75 importata in Sibelius Ultimate da midi file. Timbri orchestrali di Sibelius Ultimate.

 

 

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