Chi sono

Osservando il Danubio a Vienna, primavera 2005.

Fabio Sommella – per certi versi un ricercatore olistico, per altri un ippopotamo cecato – negli ormai tanti – troppi? – decenni si è mosso e ha agito, sempre con occhi di bimbo curiosi, fra molti linguaggi e forme di pensiero della splendida opera aperta chiamata vita. Seppure non agente segreto – come la moglie soleva raccontare, di lui, a nipoti e figlio piccoli – parallelamente a tragedie personali e delusioni scottanti, ha affrontato sfide mentali e sperimentato sé stesso in ambiti molteplici ed eterogenei – che lui scorge connessi intimamente, come le aree tematiche del Grafo dell’Enciclopedia EINAUDI degli ’80 – alcuni in modo accademico, altri in modo autonomo, solo in apparenza destrutturato.

S’innamorò della storia della letteratura grazie alla docente del IV e V scientifico. La biologia è stato il suo primo percorso di laurea e la strutturistica della chimica organica gli apparve come un gioco di costruzioni. La musica – suonata con vari strumenti, composta – è stato l’universo che lo ha fatto vibrare nella polifonia e nelle orchestrazioni. L’analisi matematica lo ha infatuato per il rigore e la strutturazione. La statistica inferenziale gli ha rivelato la profondità dell’intuizione mediata dalla verifica delle ipotesi. La programmazione gli è apparsa metafora tanto del codice dei viventi che dei romanzi, dei teoremi, delle partiture musicali. La storia delle arti e la Storia gli hanno permesso di bilanciare e integrare in modo scambievole la scienza con la cultura e l’antropologia. La psicologia è stato nesso e ponte tra gli approcci dei filosofi (Kant il più grande) e quelli fisiologici.

Figlio d’una piccola borghesia impiegatizia, che riteneva d’essersi finalmente affrancata da vissuti operai pregressi, a sua volta ritiene d’essersi affrancato – a meno di retaggi inconsci – da queste forme tradizionali del vivere il sociale. Sensibile e permaloso – significati coesistenti nel vocabolo inglese sensitive – qualcuno lo ha definito limpido, puro. Aborre (!) la retorica distinzione fra mondo della scuola e mondo del lavoro, la parola hobby gli suscita l’opposto dell’appetito, considera ottuse o grette le prospettive politiche che non abbiano ottiche planetarie. Crede nella maieutica socratica ed è persuaso che l’apprendimento nella vita non termini mai e sia reciproco, non unidirezionale, essendo ciascuno al contempo maestro e discepolo.

Crede eminentemente nell’essere inconcluso.

[Konstantin Lëvin, 29 maggio 2019]

Premiazioni 8° Concorso Europeo di Musica Antonino Miserendino, Palermo, maggio 2006

Ringraziando il caro amico Konstantin, che mi conosce abbastanza bene, per l’acuta ma atemporale presentazione della mia persona, desiderando io tuttavia di renderla più calata in un tempo storico, aggiungo  quanto segue.

Sono nato, vivo e lavoro a Roma. Da giovane, pur iscritto al liceo scientifico, maturo interessi per la letteratura – come già detto da Konstantin, grazie alla docente di IV e V superiore – e per vari strumenti musicali. Tuttavia m’iscrivo, laureandomi, a Scienze Biologiche, ambito nel quale ero cosciente d’essere – in precedenza – particolarmente carente: discuto una tesi in Neurologia Comparata  sulla  relazione fra tipologie di sistema nervoso e forme di apprendimento.

Desiderando seguire l’impulso d’un forte e diffuso interesse per la conoscenza, frequento anche altri corsi universitari. Parallelamente mi dedico alla programmazione informatica, compio il tirocinio post-laurea in laboratori di analisi cliniche, sostengo l’esame d’abilitazione alla professione di biologo, lavoro e collaboro a ricerche cliniche come biologo, statistico e informatico.

È proprio la professione informatica che, per decenni, svolgerò presso varie aziende con diversi ruoli e compiti: sistemista, programmatore, IT problem solver, dba, project manager. Questi, in qualche modo e misura, mi hanno permesso di coniugare – secondo una visione tendenzialmente integrata che mi piace definire olistica – informatica, scienza, musica e cultura.  Ed è secondo questa prospettiva che, ormai da anni, propendo per le contaminazioni e, viceversa, rifuggo dai purismi e dalle iper-specializzazioni. Pertanto studio e compongo musica,  anche col supporto di strumentazione elettronico-informatica, sono appassionato del pensiero matematico (pur se ho dimenticato pressoché tutto), scrivo raccolte di poesie, testi di narrativa, saggi di critica letteraria e cinematografica, pubblico su WEB e con editori POD (senza mai accondiscendere con editori a pagamento), riscuoto graditi riconoscimenti in concorsi di composizione musicale e letteraria.

In anni recenti ho voluto dare – possibilmente –  maggior autorevolezza e ufficialità, a questo insieme eterogeneo di attività e riflessioni, laureandomi in Lettere come Operatore dei Beni Culturali, indirizzo Storico-Artistico. Ho discusso una tesi in Letteratura Italiana Contemporanea incentrata sul romanzo postmoderno. La medesima è stata  pubblicata nel 2015 da Caosfera Edizioni col titolo Passaggi molteplici nel romanzo postmoderno: Bianciardi, Calvino, DeLillo, Eco.

A gennaio 2017 il mio libro Dal cosmo al caos – raccolta di racconti, ad oggi,  ancora inedita, che un editore mi ha chiesto di rivedere secondo criteri concordati ma non ancora da me attuati – è risultato terzo classificato al II Concorso Internazionale Salvatore Quasimodo nella sezione narrativa inedita.

A inizio 2018, ancora con Caosfera Edizioni, ho pubblicato il saggio di critica cinematografica Il cambio della guardia.

Alcuni miei libri sono visionabili qui. Qualche mia composizione e arrangiamento musicale qui e qui.

Mi piace pensare – ritengo – che denominatore comune, di queste mie – solo apparentemente – eterogenee attività, sia un approccio oltre che di tipo olistico, anche tanto filologico che comparatistico.

Posso essere contattato all’indirizzo di posta elettronica fabiosommella@hotmail.com

[Fabio Sommella, 1° giugno 2019]

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