Sei tu, il tempo che passa

Sei tu,
il tempo che passa,
scandito dai ricordi e dalle immagini
che non ci sono
– adesso –
più.

Sei lo scorcio
del locale del trattore
che l’occhio coglie
– rapido, alla curva,
nel riprender dell’auto –
limitrofo alle arti e alle botteghe,
alle officine
coi resti transitori
dei lavori e gli strumenti
lasciati lì – nella fiducia –
ad assolare – fuori –
in attesa alla domenica
dai fabbri e gli artigiani;
come alle Medie, quando
tutto ancor certo
pur mescolato era
e s’avvolgeva
nei pomeriggi a scuola
o nei mattini al sole
in musiche di film d’allora
e di sceneggiati rai
parlando.

Sei ieri,
oggi,
domani.
Così sorridi,
tempo,
nell’attesa.

[2 settembre 2018]