Nacqui come foglia d’albero in un campo di girasoli. Il mio primo amore fu il sole, il primo gioco l’altalena col vento. Ma poi vidi sbocciare sui rami i fiori ed ebbi invidia perché erano più belli di me. Poi vennero i frutti e li invidiai. Molti furono mangiati dagli uomini e altri caddero a terra. Allora ebbi pietà dei frutti. Venne novembre e una folata di vento mi buttò sul terreno. Ebbi pietà di me e invidia per il tronco maestoso. Ma vennero i boscaioli, armati di ascia e accetta, per far cadere l’albero, destinato al fuoco della famiglia. Allora ebbi il tempo di sentire un’immensa compassione per quella pianta su cui ero nata.
[Giovanni Papini, Parla una foglia]
