Parla una foglia – Il testo originale di Giovanni Papini

Nacqui come foglia d’albero in un campo di girasoli. Il mio primo amore fu il sole, il primo gioco l’altalena col vento. Ma poi vidi sbocciare sui rami i fiori ed ebbi invidia perché erano più belli di me. Poi vennero i frutti e li invidiai. Molti furono mangiati dagli uomini e altri caddero a terra. Allora ebbi pietà dei frutti. Venne novembre e una folata di vento mi buttò sul terreno. Ebbi pietà di me e invidia per il tronco maestoso. Ma vennero i boscaioli, armati di ascia e accetta, per far cadere l’albero, destinato al fuoco della famiglia. Allora ebbi il tempo di sentire un’immensa compassione per quella pianta su cui ero nata.

[Giovanni Papini, Parla una foglia]