Insieme a tutti loro (vacanze nella memoria)

 

Aveva deciso così di dare un’occhiata alle disponibilità degli hotel della città di Anzio. Sì perché gli era sorto il desiderio di trascorrere qualche giorno – due o tre notti – nel centro storico di Anzio. Prendersi insomma qualche giorno di vacanza, di riposo. A tal fine si era collegato a internet e aveva cercato da Google “Hotel Anzio centro”. Ma si era accorto che la disponibilità non era tantissima. Perché proprio ad Anzio centro – vicino alla piazza, nella zona del porto o sulle riviere principali – non c’erano molte strutture di accoglienza. In effetti… già lo sapeva, se lo ricordava a senso e – probabilmente – sarebbe restato stupito del contrario. Così aveva potuto verificare che la maggior parte degli hotel stavano a uno o due chilometri dal centro. E lui, muovendosi con il treno, non disponendo più di patente per automobile, davvero non poteva optare per tali scelte. Non se la sentiva proprio. Nei giorni in cui voleva andare lui poi non c’era disponibilità, o era scarsissima. Era agosto e nei giorni successivi quasi tutti gli hotel erano pieni.

Però si era messo a controllare sulla mappa della cittadina le varie collocazioni. Aveva visto che alcune erano distanti: magari stavano nella zona dell’ospedale, o fuori sulla litoranea oppure ancor più fuori, lungo la via Nettunense. Altre – volendo – erano a Nettuno. Ma anche a Nettuno Scacciapensieri: e questo non era proprio vicino al corrispondente centro storico.

Tra quelle che aveva individuato ad Anzio centro c’era l’invitante Hotel Riviera, sulla riviera Mallozzi. La struttura dalla fotografia era quella di una palazzina più o meno moderna, probabilmente risalente agli anni ’50-’60. Aveva proprio la struttura simile a quella di una palazzina con appartamenti. Però le foto mostravano degli interni carini e accoglienti. Era compresa solo la prima colazione. Infatti nessuno di questi hotel dava la mezza pensione. Chissà – aveva pensato – magari ci sarebbero state convenzioni con ristorantini nei paraggi. La spiaggia, certo, era molto vicina. Proprio di fronte. Si perché questo hotel Riviera si affaccia sul mare, dato anche il nome. Però – anche lì – aveva visto che i giorni disponibili erano un po’ troppo in là, verso la fine del mese. Insomma non se la sentiva proprio di prenotare per il periodo di disponibilità della struttura alberghiera. E quindi rinunciò.

Tuttavia, scorrendo la lista degli hotel di Anzio, davanti ai suoi occhi erano ripassate le immagini dei luoghi e le atmosfere dei tanti decenni trascorsi lì, quando aveva toccato con mano quella cittadina: la Piazza, la Riviera Mallozzi, la Riviera Zanardelli, i vecchi cinema – alcuni ancora in funzione – e l’arena Antium, la Gelateria Mennella, il magnifico Porto – con le sue botteghe e ristorantini – che si inerpica giù giù in fondo, fino al Molo, con quella manciata e accumulo di rocce, sassi, scogli, dove sostavano imperterriti e fiduciosi pescatori con le loro lenze.

Poi si era ricordato di quando passeggiavano lì, con lei, quando erano fidanzati o appena sposati. Lei, con la sua corta vesticciola estiva leggera, che le dava un’aria così seducente. Lei che – transitando fuori dai ristoranti, nel dopo cena, tra quegli effluvi e profumi di pesce grigliato e risotti ai frutti di mare – gli aveva detto che, quando sarebbero tornati a casa loro, gliela avrebbe preparata – lei – una buona zuppa di pesce.

E poi gli era venuto davanti agli occhi l’ultimo periodo, quando ancora c’era sua madre e suo figlio stava crescendo. Le foto in piazza, con la famiglia del suo amico Andrea, quando avevano preso casa sopra il Turcotto, in quell’appartamento col terrazzino che s’affacciava proprio sul mare. E l’incontro col suo compagno di scuola Daniele, anche lui che non c’era più, allora spiritoso come sempre. Oppure quando per caso aveva incontrato il suo amico Mauro, il chitarrista.

E tutti quei ricordi – ora – gli erano più che mai graditi. Straordinariamente graditi. Gli passavano davanti agli occhi. Li aveva nella testa. Entravano e uscivano dalla sua testa.

Così, quando chiuse internet e si staccò dal computer, per il momento deciso a non prenotare niente, si mise a scrivere musica, arrangiando quel suo pezzo; poi a cenare con il figlio e a vedere un film. Avrebbe visto in seguito, semmai, per la vacanza. Ma rimase, in lui, come un filo. Si: un filo sospeso. Perché, quando si era staccato da tutto quello, si era accorto che aveva dentro di sé qualcosa. Che si allargava. E anche la mattina dopo, l’aveva. Dopo che aveva dormito tutta la notte. Aveva dentro di sé qualcosa.

Cos’era?

Era il magnifico ricordo di una vacanza. Di quella vacanza, seppure non l’aveva fatta. Perché era una vacanza incompiuta, una vacanza casualmente e solamente prevista, pianificata senza prenotare nulla. Eppure, lui, aveva dentro di sé la splendida sensazione – il meraviglioso stato d’animo – di avere fatto quella vacanza. Aveva dentro di sé la splendida sensazione del riposo, di tre giorni di vacanza, nel centro cittadino di Anzio. Lungo i suoi lungomare. Lungo il suo porto. Attraverso la sua piazza. Costeggiando la chiesa. Attraversando i giardinetti, i luoghi pubblici. Gli spazi aperti verso le Grotte di Nerone. Perché lui aveva visto e sentito il brulicare della folla nella piazza e nelle strade limitrofe. Aveva rivissuto il via vai della gente nelle sere in cui c’erano le mostre di pittura. Quando, insieme a lei, avevano acquistato quel quadro di Walter Maritati. Aveva respirato i momenti in cui, da bambino, si affacciava al Grande Emporio di giocattoli oppure sulla soglia della Farmacia Internazionale. Aveva sentito il vociare della gente vicino alla Grande Edicola sulla piazza, o quando compravano i fumetti dal giornalaio davanti al Municipio, di fronte al capolinea dei bus. Oppure quell’anno che erano andati in affitto a Corso Gramsci e, lui, spingeva la carrozzina con sopra suo figlio. Oppure semplicemente quando era stato con lei al bar in piazza, il giorno prima del suo esame di chimica, e lei avrebbe voluto essere una streghetta.

E si, che lo era stata!

Aveva vissuto – attraverso i suoi ricordi e solo pensando di prenotare, ripassando in rassegna quei luoghi – una nuova vacanza. E, questa sensazione di benessere, continuava, perdurava in lui anche il giorno dopo; tanto che si decise di scrivere queste storte irregolari righe di prosa narrativa. Per tenerne memoria. Si: della sua ultima, nuova e bella vacanza ad Anzio. Insieme a tutti loro.

[14-15 agosto 2018]