A mio padre

Ricordo i tuoi insegnamenti
nei lunghi spazi della città,
attraverso le piazze e le volte e i porticati,
scorci di fiume, traversate di ponti
e il tuo arcaico “Andiedi…”
quando mi spiegavi
e raccontavi
del tuo tempo.

Papà,
conducimi con te,
portami in quel salotto di casa anni ’60,
tra il verde delle suppellettili e la TV bianco e nero,
negli spettacoli del sabato sera
e le giocate delle schedine al bar,
nel salone di barbiere di Giggetto
e quei sapori e aromi di pizzerie dell’Appio,
quando con mamma ti venivamo a prendere al lavoro
e tutto era ancora intatto.

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