MA RESTI NELL’ANIMA (ETERNAMENTE CANTANDO)
Te ne sei andata
acquetandoti in un sonno
di farmaci e coscienza ottenebrata
– tra l’ignominia degli oncologi
e i vuoti dei medici,
tutti –
dopo i mille tormenti
e i dolori del tuo corpo
lasciando quelli del cuore
e della mente nostra.
Non resta che polvere in un’urna
e il magnifico dolente ricordo
di migliaia di giorni insieme,
fotografie strappate
a tempo e luoghi
di una nebulosa indecifrabile.
Ma resti nell’anima,
eternamente cantando.
[Fabio Sommella, 10 luglio 2016]

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