Una riflessione doverosa attorno a ...
(ma
vedi anche ciò che dice Zeitgeist)
Smantellare la corruzione del sistema. 1
Natura. 1
Metafisica. 2
Psicologia dellapprendimento. 2
Economia. 2
Esperienza e responsabilità di ognuno. 4
di Fabio Sommella 7 giugno 2010
(
) Il mafioso, il camorrista sono
imprenditori che si servono della criminalità e non criminali che si servono
dellimprenditoria. (
) LItalia, una democrazia a Capitale Mafioso
(
)
[Roberto Saviano, dal Festival
dellEconomia, 3-6 giugno 2010]
Prendendo spunto dallinteressante
intervento dello scrittore Saviano, non si può fare a meno di riscontrare lennesima
(quasi ce ne fosse la necessità di ribadirlo) attestazione di una verità (che oserei
definire finale), tanto in natura e nelle varie scienze, quanto (volendo, ma
qui con beneficio dinventario) nella sfera
metafisica/fideistica, quanto ancora nel mondo terreno degli uomini, sia
nellambito della conoscenza specifica quanto in quello, ed è il caso di ciò che
attiene squisitamente alla discussione di Saviano, delleconomia.
La verità a cui mi riferisco è
sintetizzabile nellaforisma seguente: i processi
circolari sono più realistici dei processi lineari,
intendendo con ciò una maggior rispondenza, metodologica ma non solo, dei primi rispetto ai secondi, nei confronti della
realtà ultima oggetto dindagine.
O ancora, in altra forma: i processi circolari sono più
esplicativi dei processi lineari e permettono una più
adeguata interpretazione del fenomeno studiato.
Vediamo brevemente, ma in un certo
dettaglio, cosa sintende dire; a tal fine caliamo la nostra affermazione in quattro
contesti apparentemente differenti: la natura, la metafisica, la psicologia
dellapprendimento, leconomia.
Chi ha studiato la chimica generale e
organica di base, in relazione allambiente, conosce senzaltro il
ciclo dei principali elementi chimici (idrogeno, ossigeno, carbonio, azoto,
), componenti fondamentali delle
molecole elementari delle cellule viventi, e quindi alla base della vita
stessa. Il modo in cui avviene linterscambio tra i compartimenti della natura (ad
esempio in un ecosistema) e la trasformazione degli elementi chimici citati sopra, non è
semplicemente lineare bensì circolare; a tal fine si parla
proprio di ciclo dellazoto, dellidrogeno, e così via.
Spingendoci appena qualche gradino più in
su, in termini organizzativi, considerando a nostra volta ogni cellula vivente (a
prescindere se animale o vegetale) come un sistema cibernetico relativamente
individuato e indipendente, fatti salvo i necessari e differenti flussi in ingresso e
uscita (materia ed energia), è possibile vedere che, anche in quel sistema che è la
cellula, tutto segue un processo ciclico; ad esempio: esistono i cosiddetti
pool (aminoacidici, nucleotidici,
) tali che da essi e in essi
vengono appunto prelevate e rilasciate le componenti singole (aminoacidi, nucleotidi),
mattoni delle macromolecole quali le proteine e i gli acidi nucleici DNA e
RNA.
Gli esempi potrebbero protrarsi ma, per
clemenza verso il lettore, ci fermiamo qui.
Premesso che fu Kant ad affermare, con
autorevolezza e risolutezza, che pur rimanendo un naturale istinto inalienabile
delluomo, tale disciplina non può assurgere al ruolo di scienza proprio in quanto
non passibile dindagine scientifica (la Metafisica, in quanto
scienza nellaccezione in cui era intesa fin dagli antichi filosofi
greci, muore di fatto con Kant), ci permettiamo di fare un riferimento ad
essa, e più specificamente alla sfera propriamente fideistica.
In tal senso richiamiamo semplicemente
lattenzione sul processo circolare del buddhismo, caratterizzato non da un
semplice processo lineare bensì da un ciclo del seguente tipo: nascita, vita,
morte, rinascita, vita, morte, rinascita
e così via (samsara o ciclo
delle vite) fino però, in molte delle dottrine buddhiste, ad uscire da tale ciclo,
apparentemente perenne, quando lanima, attraverso le vite vissute, giunge finalmente
allilluminazione.
Ovviamente questo esempio vuole essere
semplicemente indicativo e circa esso, e tantomeno sulla Metafisica e sul Buddhismo, non
ci permettiamo di fare paragoni con altri tipi di fede.
Il problema della conoscenza e
dellapprendimento è stato sempre oggetto di fecondi studi e profonde riflessioni e
indagini da parte di molti ricercatori, tra cui inevitabilmente gli psicologi. Senza
andare troppo in là, vogliamo qui riferirci alle teorie cognitiviste di Ulric Neisser
che, nel 1976 allinterno della sua opera Conoscenza e realtà, suggerì
il modello circolare e, virtualmente, senza
termine del processo dapprendimento; modello circolare da contrapporsi e sostitutivo
a quello semplicemente lineare di molte tante speculazioni e ricerche
precedenti (mi sembra proprio che Neisser, pur riconoscendone lindiscussa rilevanza
ed eredità culturale, faccia riferimento critico alla dottrina lineare e
ecologica di Gibson, secondo la quale linformazione era tutta nella
luce e non avrebbe richiesto elaborazione da parte di chi esperisce la realtà).
In breve, nel caso specifico,
semplificando, il paradigma circolare dellapprendimento secondo la
psicologia cognitiva (Ulric Neisser) è così sintetizzabile:
Mappa Cognitiva à Esplorazione in base alla Mappa Cognitiva à Accomodamento delle Nuove Informazioni à Modifica della Mappa Cognitiva in base alle
Nuove Informazioni à Nuova esplorazione in base al nuovo setting
della mappa cognitiva
senza virtualmente porre un termine
di tale processo.
Il fatto in se, adesso, potrebbe
apparire finanche banale ma ... non lo
è assolutamente.
Dopo tanto penare nellexcursus
precedente, giungiamo finalmente al nocciolo del nostro discorso.
Ma un altro breve preambolo è
inevitabile! J
Ho sempre ritenuto la realtà
complessa.
Talvolta alienante.
Ciò nella misura in cui, ognuno di
noi, è sospeso tra due polarità: il quotidiano e lassoluto.
E allinterno di ognuna di
queste, altre polarità: il quotidiano della propria individualità e il quotidiano
collettivo, che ci viene restituito dai mezzi dinformazione; nel quotidiano
lavorativo, il lavorativo individuale, quello dellazienda in cui si lavora, e il
lavorativo collettivo, determinato dallo Stato, dalle Industrie nella loro globalità e
relazioni, ad esempio la Confindustria; e poi, le relazioni economiche tra Stati; il
potere degli Stati Uniti; fino a ventanni fa, i due blocchi mondiali;
oggi: il blocco occidentale vs il blocco islamico, il
fondamentalismo religioso,
E siamo giunti allEconomia e
alle relazioni tra collettività più ampie.
Le organizzazioni criminali che
governano e muovono enormi capitali.
Le multinazionali che governano le
relazioni economiche planetarie.
Le banche mondiali e i grandi
capitali.
I poteri politici degli stati.
In queste relazioni, quante volte
avevamo osservato le complicità, le collusioni delle varie forme di potere,
finanche a volte (!?!?!?) sfocianti nellillegalità.
Avevamo pensato, tipicamente,
qualcosa del genere: ci sono dei politici corrotti che collaborano con le organizzazioni
criminali al fine di manovrare i capitali bancari e/o permettere a certi settori
dellimprenditoria di fare un maggior business in alcuni stati a vantaggio di
alcune multinazionali,
Un processo lineare, una filiera
aperta, con tutti i protagonisti ben disposti e allineati.
In mezzo il politico o i politici
corrotti di qualche stato.
Ad un lato, di questa filiera
lineare, in qualche stato nazionale, la criminalità, che aveva attecchito in alcune aree
particolarmente socialmente e culturalmente depresse, prestava la propria manovalanza nel
fare.
Allaltro lato, della filiera
lineare, lindustria multinazionale, con laiuto monetario e la fiducia di
qualche settore bancario, si poteva agilmente muovere e guadagnare posizioni di mercato
vantaggiose rispetto alla concorrenza.
Giungendo al monopolio.
Oppure facendo in modo di applicare,
in vaste aree del pianeta, i cartelli, condividendo cioè le decisioni con
altre aziende, volenti o nolenti, in modo di dirigere, apparentemente anonimamente, in una
direzione preordinata la volontà e le scelte delle grandi masse delle popolazioni.
Un processo lineare che lasciava
staccate e separate, svincolate, praticamente agli antipodi della
filiera, apparentemente scisse e indipendenti, le due polarità estreme: la criminalità,
da una parte, e limprenditorialità su larga scala (leggi Multinazionali e Banche),
dallaltra. Noi cittadini, in quanto ci muoviamo in uno stato e allinterno dei
più ristretti contesti quotidiani delle nostre industrie o dei nostri settori di
servizio, eravamo quella massa di cui sopra.
Come appariva strana la realtà.
Frange di diversa crudeltà e
durezza, agli antipodi della filiera!
E in mezzo, con la massa di noi
cittadini, uno stato debole, imbelle, impotente, spesso anche tacciato di corruzione e
mala-politica, tanto di assurgere ignominiosamente fino ai fulgori delle cronache (mani
Pulite, la Seconda Repubblica, gli scandali,
)
Secondo il modello suggerito da
Saviano, questa linearità, alienata e alienante, in Economia non cé.
Leggo e astraggo che, anche in
Economia, vige la circolarità del malaffare e della corruzione.
Affermazioni estratte
dallintervento di Roberto Saviano:
v
(
) Il mafioso, il camorrista
sono imprenditori che si servono della criminalità e non criminali che si servono
dellimprenditoria.
v
(
) LItalia è una democrazia a
Capitale Mafioso (
)
Prendiamo quella filiera, i loro due
capi estremi, e congiungiamoli, coerentemente con i modelli circolari già
discussi per la chimica, la metafisica e la psicologia cognitiva.
Gli estremi, della filiera,
coincidono nella nuova struttura circolare.
Come anni addietro i fisici teorici,
ma non solo loro, stavano tentando (in parte sembrano esserci riusciti) di unificare, nel
quadro di una visione unitaria, omogenea e globale, le interazioni elementari riconosciute
in natura (gravitazionali, elettromagnetiche, deboli e forti); così Saviano (e
probabilmente non solo lui), nel proprio modello della scrutata realtà economica attuale,
ha unificato (NDR secondo il suddetto paradigma della circolarità), in un
omogeneo quadro, le varie interazioni e dinamiche dellattuale realtà economica
planetaria: Stati, Multinazionali, Banche, Criminalità.
Lorganismo vivente sta alle
interazioni fisiche come il cittadino del pianeta sta alle interazioni economiche.
Entrambi (organismo vivente e
cittadino) soggiacciono alle vigenti leggi.
Mi sembra che, su un libro del Prof.
Paolo Sylos Labini, lessi lovvia osservazione che una legge di natura è di fatto
inviolabile mentre una legge economica può essere violata fino a porvi termine.
Non so a voi (e le esperienze sono
ovviamente variabili in base alle età, ai contesti e ad altri fattori, ma
come si
dice
tutto il mondo è paese!): personalmente (Ecco cosa vedo) ho spesso esperito,
certe situazioni e vicende industriali e di lavoro in ambito dei servizi, come
torbide, quasi di malaffare, in termini di aver spesso
osservato forzature, umane e morali, da parte di elementi forti,
fino a trovarci, a volte, border-line con il lecito.
Giustificazione che si può addurre in
questi casi: lo stress da concorrenza, il libero mercato, la competitività (a scapito dei
comportamenti cooperativi),
In oltre venticinque anni di attività
lavorativa, in diversi ambiti ma principalmente farmaceutici, biomedici e informatici, ho
incontrato molti galantuomini, splendide persone, che mi hanno arricchito, umanamente e
culturalmente; da cui ho spesso imparato; a cui, talvolta, posso aver insegnato qualcosa,
un compito, un pensiero, un metodo,
Ho incontrato anche persone spregevoli:
finte, bugiarde, aggressive, senza remore e desiderose unicamente di guadagnare, schiave
del denaro fino a fare, spesso, carte false (dimentichi che il denaro è un ottimo
servitore ma un pessimo padrone) per mantenere alcuni piccoli-meschini privilegi
organizzativi o di carriera; persone avide e prevaricatrici, perfettamente inserite negli
schemi delle organizzazioni.
Le persone della prima categoria,
mediamente, erano e sono ai livelli più bassi della scala gerarchica nelle organizzazioni
in cui operano o operavano; quelle della seconda categoria, i baroni rampanti,
erano e sono, mediamente, un po più in alto.
Finché la brama di potere e denaro
richiamerà ai vertici, relativi o assoluti, delle organizzazioni umane le persone che
manifestano i peggiori istinti (E. Fromm poneva lovvia distinzione tra personalità
biofile e necrofile), come se dovessero ancora agire alla stregua
dellAustralopiteco che è disceso dallalbero,
sulla scorta del solo uso del cervello arcaico, piuttosto
che optare per una umana e più fruttuosa cooperazione, mediata dalla neocorteccia (e in
questa dal neopallio), saremo ancora e sempre
luomo della pietra e della fionda,
e la mafia saremo anche noi!.
La corruzione su cui si poggia il potere
mafioso e criminale dellimprenditoria malata, asociale, guidata dai compromessi a
svantaggio delle collettività più ampie, che non siano i consigli di amministrazione
delle aziende e delle multinazionali, è la stessa dei piccoli spregevoli omini (o
donnine) che prevaricano e tramano quotidianamente o nel corso degli anni nei loro uffici,
e manifestano le loro frustrazioni nelle piccole comunità, nei luoghi pubblici e privati,
a bordo delle auto in mezzo al traffico,
Ne ha le stesse radici e gli stessi
elementi chimici di base, gli stessi umori psicologici e metodi dapprendimento, la
stessa metafisica costituita da etica malevola.
Saremmo ancora pronti a lanciare le
monetine sul politico di turno? O dovremmo iniziare da noi, dal nostro quotidiano, dal
rifiuto verso le azioni più retrive, senza remore o scusanti per la necessità di
campare, scendendo a continui compromessi?
Per smantellare la corruzione del sistema
a quando lilluminazione?
Gli
avidi responsabili dell'imbarbarimento sociale pensino che la Terra é un
puntino nella Galassia, un pulviscolo nell'Universo [F.S.]

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