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Musiche ... e non solo / Musics ... but not only |
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Mie pubblicazioni letterarie e di saggistica
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Rimini, Federico Fellini ... e me!So bene che non si può pensare impunemente di affiancarsi al Grande Maestro Riminese (non so se sia stata effettivamente proferita da Carmelo Bene, negli anni '60 o '70, la seguente frase attribuitagli: "Al mondo ci sono tre geni: Fellini, Picasso ed io ... e due sono di troppo!"): tuttavia ognuno di noi ha bisogno di modelli, anche grandissimi. Pertanto eccomi qui, ennesimo epigono, a tessere le lodi del Maestro (rammento anche una trasmissione televisiva domenicale del 1984 in cui Gianni Minà introduceva solennemente Federico Fellini il quale, sdrammatizzando con magnifica autoironia, chiedeva provocatoriamente: "Di chi si deve scoperchiare la tomba?" ). Recentemente (luglio 2008) sono stato nella sua città natia, ovviamente non alla ricerca di locali e discoteche (qualora fosse mai stato ... ho un'età!) o dei gucciniani "simboli estivi imbecilli e vacanzieri" [cfr. "Inutile" - Francesco Guccini, 1984], ma sulle tracce dei luoghi originari del Maestro (il mitico cinema "Fulgor" è purtroppo chiuso da tempo): finalmente ho rintracciato il "Museo Federico Fellini" e la fondazione omonima. Ecco pertanto di seguito un breve resoconto, con alcune note e digressioni varie, nonchè qualche richiamo ai miei scritti editi, inediti e potenziali. Il "Museo Fellini", fondato nel 2003 (la Fondazione è sorta nel 1995), è localizzato a Rimini, in via Gugliemo Oberdan 1,
traversa di via Dante Alighieri e via Clementini,
(non so se sia effettivamente così, ma ... nella moderna immagine di questa strada, come non riconoscere qualcuno dei vecchi scorci del trasfigurante apologo esistenziale de "I vitelloni") a pochi metri dalla stazione di Rimini (piazzale Cesare Battisti). A luglio 2008 gli orari risultano essere 16:30-19:30, tutti i giorni eccetto il lunedì; nei giorni di sabato e domenica è aperto anche dalle 10 alle 12. Il numero telefonico risulta essere +39 0541 50303. L'indirizzo email museo@federicofellini.it . L'indirizzo dei siti sono www.federicofellini.it e, in lingua inglese, www.federicofellini.com . Non mi è ben chiaro se la sede del museo sia effettivamente la casa natale del Maestro (ho capito, dalla gentile signora alla reception del Museo, che la casa natale Fellini era nei pressi e sarebbe stata distrutta o abbandonata in tempo di guerra; l'attuale sede sarebbe quindi la casa acquistata, durante o dopo la guerra, dalla famiglia Fellini). Ma, ovviamente, ciò non ha importanza alcuna; tuttavia accresce, a mio avviso, l'alone mitico che i visitatori possono avvertire recandosi a visitare il Museo. Personalmente, entrando nel Museo, ricco di disegni e descrizione di sogni del Maestro, ho avvertito la piacevole e benevola sensazione di ritornare a casa di un vecchio amico (l'ho definita analoga a quella che Fellini descriveva circa la personalità di C. G. Jung e della sua psicologia, di cui l'intera filmografia felliniana è profondamente intrisa), in un'atmosfera familiare che, da sempre, avevo avvertito durante la visione dei film di Federico Fellini; un pò come, per molti di noi romani, passeggiare lungo via del Babuino, via Margutta e piazza di Spagna, luoghi dove il Maestro aveva stabilito la sua residenza ufficiale romana. E ciò ho anche annotato nella sessione del libro-firma per i visitatori, compilata prima di uscire dal museo. Ho ammirato i disegni del più famoso film non girato, nel cinema e da Fellini: "Il viaggio di G. Mastorna" (illustrato parzialmente nei fumetti da Fellini realizzati, a inizio anni '90, insieme a Milo Manara). La signora della reception mi ha poi gentilmente accordato il permesso di fotografare, nonchè fotografarmi vicino, tali immagini, potendo poi collocarli qui, sul mio sito. E' pertanto con orgoglio che, di seguito, propongo le due seguenti immagini:
Ed ecco quindi me stesso, indegnamente collocatomi e giustamente inorgoglito, vicino a tale disegno del Maestro:
A questo punto confesso immodestamente che, prima di morire (più o meno nei prossimi 50-60 anni di vita!!!), vorrei effettuare, con tutti i limiti del caso, una mia scrittura critica dell'intera opera felliniana. Per ora, rimandando alla mia parziale e personale lettura del capolavoro felliniano "Otto e mezzo", mi permetto di lasciare una piccola testimonianza, mi auguro sufficientemente poetica, di una odierna atmosfera riminese, colta furtivamente in Piazza Tre Martiri, che riecheggia ben più illustri trascorsi: Immerso son in queste note e cieli, luci di tempi andati, echi di sogni e felliniane memorie. [Rimini, 14 luglio 2008] Il seguente breve frammento filmico e fortuitamente sonoro (piccolo gruppo di orchestrali in Piazza Tre Martiri), che ha ispirato quanto sopra, è infine fruibile disponendo del software Nokia 3GP: ../../../Nokia/14072008Rimini-Piazza3Martiri.3gp A presto. Fabio [26 luglio 2008]
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