Musiche ... e non solo / Musics ... but not only

REDIREZIONE IN CORSO AL NUOVO SITO CON LOGON GRATUITO

 

Precedente HOME

 

Stephen, il Nostro. 1

Capitolo I 1

Capitolo II 5

 

Stephen, il Nostro

Capitolo I

 

Stephen Isaac Omar Hans Manolo Petrovic Rainbow Bertid e' il vero nome di un non meglio identificato personaggio contemporaneo (che, ovviamente, per brevita', a meno di esigenze specifiche, di qui in poi sara' referenziato piu' semplicemente come "il Nostro"), di ascendenza dichiaratamente ... no, non pensate male, ... dichiaratamente multietnica, ... le cui origini, il cui passato, tantopiu' il presente e il futuro, sono completamente avvolti nella nebbia.

 

Sorta di novello redivivo "Kaiser Sose", estratto da una terza sceneggiatura di "Soliti Sospetti", "Zelig" europeo, non solo "uno e trino" ma anche, semmai, "bino, quadrino, quintino, ecc.", forse novello “Carugati”, di bramieriana memoria, nel quotidiano si camuffa sotto le mentite spoglie di integerrimo professionista dell'IT e TLC, brillante ingegnere, marito e padre amorevole, raffinato cultore di nobili arti quali, per citarne solo alcune in cui, si dice, si cimenti con successo e acutezza durante la veglia cosciente (il suo "light side"), la fotografia e l'enologia.

 Piumini B&W.JPG (88424 byte)

No, signori! No!

 

Di raffinato, anzi di raffinatissimo, il Nostro ha fondamentalmente la sua mente sottile, che gli ha permesso, e tuttora gli permette, di muoversi totalmente insospettato nei piu' disparati scenari internazionali della storia degli ultimi cento anni, non ultimo quello della globalizzazione.

 

Tuttavia, nonostante tali difficolta', si e' riusciti a ricostruire almeno alcune tappe fondamentali della sua vita (anche se, certamente, in questo caso sarebbe piu' corretto parlare "delle sue vite"), nella quale si rispecchiano, netti e  limpidi, alcuni cruciali eventi storici degli ultimi secoli.

 

Le prime notizie ufficiali si hanno di una infanzia (anche se si avverte quanto dissonante sia parlare di "infanzia" per un tale personaggio, di fatto senza tempo e le cui origini si possono collocare in un arco temporale pressoché millenario) romana in una zona sud-ovest della città eterna (risposta romana alla Milano del Carugati e alla Napoli del Professor Bellavista).

 

Si dice che, "nato questo bimbo" (v. sopra per dissonanza) di sesso maschile, i genitori abbiano esclamato: "Il futuro e' donna!". Dotato di spiccato acume, fin da quell'iniziale momento (anche se, per "inizio", vedere sempre sopra), il Nostro deve aver interpretato proprio alla lettera la frase ascoltata: infatti, da quel momento, non ha mai smesso di … correre dietro al futuro!

 

Iniziò a cimentarsi nella nobile arte musicale del pianoforte. Tuttavia, stimolato precocemente dal mondo Massonico-Lobbysta (si vedrà in seguito il suo “legame storico” con Templari, RosaCroce, BeatiPaoli, ecc.), interruppe, dopo relativamente poco, queste attività dello spirito, infatuato dai due apparenti antipodi; ovvero: l’ambiente Vaticano e l’ambiente Massoniano. Pertanto con discrezione, cercò di stabilire da subito relazioni con l’ambiente clericale, ma senza dare troppo nell’occhio. Un alloggio in Vaticano? Una dimora in Borgo? Nooo! Più insospettabile  trasferirsi in zona San Paolo, e lì, nei pressi della seconda Basilica della città eterna, tessere le proprie trame oscure.

 

Novello Bond, stabilisce iniziali reti di connessione europee e centroamericane. Frequenti sono i viaggi a Londra, nel quartiere della City. Inizia a stringere i primi rapporti con la Lobby Giudaico–Massonica.

 

In quegli anni effettua un epocale viaggio a Cuba e stabilisce una rete di amicizie con il Che e Fidel (in quella sede diede sfoggio delle sue qualità tecnico-pianistiche, in una memorabile incisione, dipingendo inoltre  un quadro ispirato alla “Rivoluciòn”).

 Madrid0132.jpg (975348 byte)

Anni seguenti lo vedono nel narcotraffico ad Amsterdam. Aggredito da tre poliziotti, riesce, comunque, a “regalare il portafogli”. Riporta in quell’occasione la prima delle molte profonde ferite della sua storia, subito lenìte dalle giovani olandesine della pubblicità Miralanza.

 

Nel frattempo stringe una relazione con non meglio identificata giovine pulzella del nord-europa che, nel momento in cui il Nostro decide di troncare il ménage, ormai divenuto per lui troppo asfissiante, si strappa letteralmente le unghie durante il volo Berlino-Roma e minaccia di dirottare l’aereo tra Canigattì e Timbuctù. La giovine si placherà solamente quando il Nostro le prometterà di intercedere per lei a farla entrare nel grande mondo del cinema. Adesso ella è, pur avanti con gli anni, nota pornodiva di fama mondiale.

 AnzioPorto.jpg (122785 byte)

A Roma incontra uno squattrinato giovanotto romano  a cui decide di offrire ‘na pizza, raccontando un po’ della sua vita romanzesca. Qualche anno dopo le stesse vicende compariranno in noto film con tematiche di carghi e bandiere liberiane.

 

In seguito è in Kenya, dove si reca per il traffico delle pelli di Jene. Nel tentativo di accaparrarsene una grossa partita, precipita nelle sabbie mobili con la sua jeep. Si salva sollevando la biologica ilarità delle stesse.

 AuroraCeuta.jpg (181525 byte)

Poi: SudAfrica, Gibilterra, Francia, Costarica, Canada, Terra del Fuoco. Sale ai vertici della Lobby Giudaico-Massonica. In alcuni ambienti, come nell’organizzazione aziendale in cui svolge apparente attività “alla luce del sole”, si dice che le fila dei suoi traffici siano anche coordinate da un personaggio femminile non meglio identificato se non come “La Parrucchiera”.

 Madrid0237.jpg (1097539 byte)

Del Nostro si parla di un mitico filo di legame, nel corso dei secoli, con nobili e aristocratici progenitori, attorno ad un non meglio definito “Codice”. Da ciò uno scrittorucolo americano avrebbe tratto, recentemente, un libercolo di successo, anche cinematografico.

 

… e l’indagine e la ricerca, circa il Nostro, continuano!!!

 


 

Capitolo II

 

Non è Lui, ovvero il Nostro, ad essere andato incontro al mondo. No.

 

Nooo!

 

NOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

E’ il mondo, … meschino, …  che Lo ha cercato!!! Ad essere andato incontro a Lui!!!

 HPIM3880 farfa.JPG (638119 byte)

L’idea, egregio pubblico, potrà sembrarvi peregrina, ma …  è tutt’altro.

 

Fin da giovane, anzi giovanissimo, come noto, iniziò a correre dietro … al futuro (cfr Capitolo I). Tanto che, mentre veniva amorevolmente, come la maggior parte dei pargoli, allattato e riceveva le cure materne, ciò mirando con un occhio e facendo attenzione alle varie operazioni in corso, con l’altro occhio mirava la nota cantante Abbey Lane sullo schermo televisivo. Si narra (narratur) che, in quel frangente di spettacolo televisivo, manifestò la prima effettiva reazione neuro-fisiologica maschile che la natura ha previsto per i maschietti. E si è detto (dictus est) che, anni dopo, un noto regista cinematografico americano si sia ispirato a tale episodio del Nostro per parodiare, in un suo famoso film di successo, con un’azzeccata maschera di cartoon che affiancava un simpatico coniglio pasticcione, l’immagine dell’eterno cinquantenne tuttavia dalle sembianze del tenero pargolo, con voce roca e sigaro alla mano, voglioso e bramoso di forme femminili e che viveva un personale, quanto ovviamente comprensibile, dramma; nella fattispecie quello di “avere le voglie di un cinquantenne e il pisellino di un neonato”.  Ma, naturalmente, il fatto è puramente allegorico e non và preso in senso letterale! In quanto, viceversa, sempre il Nostro paventa (ma c’è chi dice, incredulo, voglia in qualche modo gabellarci) trascorsi da pornodivo (!?!) in compagnia di tali, non meglio identificati, compagni “d’armi”: John e Rocco.

 HPIM3881 ape.JPG (473527 byte)

Pertanto, sempre sommamente fedele al suddetto motto “E’ il mondo che mi ha cercato!”, ecco che, un giorno, dal Nostro si reca il Mondo con le sembianze, stavolta, dell’Alpinismo.

mrosa.jpg (107117 byte)
Correva l’anno di grazia 1982: il mondo, quello reale, era ancora diviso, stavolta davvero drammaticamente, tra i due blocchi; il pontificato di Karol Woytila, redivivo, l’anno precedente, dal famoso attentato, si apprestava, per fortuna o purtroppo a seconda dei punti di vista, a compiere importanti interventi che avrebbero originato alcuni fondamentali cambiamenti epocali per l’umanità, la fede e la politica;  meno drammaticamente, e da principio, in tutta onestà, molto incredulamente da parte dello stesso mondo, la nazionale italiana di calcio si accingeva a vincere il terzo campionato mondiale della sua storia; e … e il Nostro, con romantica nostalgia, rimembrava ciò che aveva detto, qualche decennio primo, al grande Ardito Desio: - Caro Ardito -, ovviamente in lingua italiana e non in dialetto romanesco, - Caro Ardito, io sono troppo vecchio per scalare questo monte! E poi, sai, non mi va di scalare questo che si chiama, troppo minimalisticamente, “K2”! Perché dovrei scalare un monte che si chiama, solamente, “K”? E perché “2” e non “1”? Ecco, questo simpatico monticello, scalatelo tu! Io andrò alla ricerca di un monte adatto a me! –

Ciò, quindi, rammentando, il Nostro si rimise in giro per il mondo a cercare un monte chiamato, letteralmente, “A1”! (si perdonino i vernacoli, ma … n’anticchia megalomane, il ragasuolo!).

 

Ed ecco così che, gira gira, dopo molti anni, novello Don Chisciotte che, in luogo di giganti/mulini-a-vento, decide di scontrarsi con montagne reali, trovò finalmente, ridimensionando solo  un pochino l’obiettivo di cui sopra, un monte adatto a lui nel comprensorio geografico dei monti appenninici lazio-abruzzesi.

 

O meglio: la tenzone si volse in due distinte fasi.

 

Una prima, più lieve e con un fine, letteralmente, “tarallucci e vino … e fettuccine”, ebbe luogo in un’assolata domenica di maggio di quell’anno. Non si hanno notizie troppo certe e chiare sull’inizio e sul durante, ma decisamente certe, e francamente migliori, per il finale. Le fonti riferiscono ancora di un corposo sapore del vinello dell’osteria del paese; e, tutt’ora, perdurano gli echi degli effluvi e della fragranza di quelle fettuccine al profumo di bosco!

 polesine.jpg (106866 byte)

Una seconda, e stavola decisiva tenzone, si svolse, viceversa, alla vigilia di quel 11 luglio 1982, in cui capitan Zoff avrebbe alzato al cielo la coppa del mondo di calcio; in cui avrebbe visto la luce il talentuoso Antonio Cassano; il compianto Nando Martellini, avrebbe gridato il triplice grido, strozzato e commosso agli occhi di molti di noi: “Campioni del Mondo!”; e buona parte dell’Italia, calcistica e non, avrebbe invaso le strade di città e paesi, per festeggiare un evento atteso almeno da dodici anni (ma questa è, davvero, un’altra storia).

 

Dicevamo della tenzone: questa all’insegna di “Mai seguire i compagni di giochi troppo bravi!”, o “Rispettare le categorie!” o “Mai forzare la mano al proprio destino” o, ancora, “Il chi troppo vuole, proprio perché sarebbe meglio, può risultare nemico del bene, anche se non è sempre vero ma la gatta, che va al lardo, ci può lasciare lo zampino mentre il gatto quello e qualcos’altro!”

 

La tenzone seconda: questa si svolse in base ai noti dettami dell’imponderabile. Due simpatici amici dilettanti partono, una domenica mattina di luglio, per una gita al mare, per una partitella scapoli-ammogliati, con tanto di occhiali e pancette impiegatizie, quando, l’imponderabile, che, come noto, già qualche anno prima aveva mandato A MONTE (!!! Appunto!) il grande colpo degli internazionali 7 uomini d’oro, nonché dei nostrani e talentuosi soliti ignoti, si presenta sotto l’infido aspetto di un caro amico, sornione, sapiente e coraggioso, che … ha il solo difetto di essere uno dei massimi esperti mondiali di alpinismo. Ecco quindi che, sempre  l’imponderabile, invita i due bravi e onesti dilettanti, novelli Pinocchio e Lucignolo nel paese, stavolta, degli allocchi, a prendere posto ad una spedizione che, memore delle antiche velleità alpinistiche del Nostro, avrebbe fatto impallidire il collega Ardito (in italiano, ancora, e non romanaccio) Desio nonché gli scalatori dell’Everest.

 

Inutile dire che il Nostro, insieme all’Altro, (si perdoni ancora il vernacolo) imboccorno co’ttutte e scarpe, nonché scarponi, corde, piccozze, ecc. ecc. ecc..

 

Si sorvolano la maggior parte dei dettagli dell’impresa, per focalizzarsi su alcuni singoli aspetti peculiari, nonché sugli esiti (grazie al cielo: benigni).

 

Il Nostro, data la sua arcinota perizia montanara, era stato relegato in mezzo alla cordata per meglio “tenere sotto controllo i compagni di spedizione”.

 

Si narra che, nel punto più critico della scalata, con perentini balzi acrobatici-carpiati e virtuosismi vari, sia stato lui a passare in testa alla cordata, ma anche in coda (come?!?),  per fissare la scala alla parete, sollevare i compagni stanchi, togliere la scala, effettuare il tutto con tale velocità, da superare il noto colmo, ovvero vedendo, una volta risalito in cima, le proprie mani che sfilavano la scala dalla parete!!!

 

Ovviamente, il Nostro, effettuò le suddette gesta senza colpo ferire, con la massima leggerezza, e acquisendo, in quella storica giornata, ben due chili di peso! Unico inconveniente: il Nostro, alla fine dell’opera, riportò una lieve infiammazione nella … mhmhmh … beh, si, … insomma … nella parte bassa della schiena! Cioè: proprio nel fondo schiena! Si insomma: nel deretano!!! Ecco: fu così quindi che, … stavolta molto romanamente, … certo … in omaggio “umoristico” al grande Maestro alpinista Desio, e poiché l’inconveniente del Nostro non si era, romanamente, verificato “Ar Dito “, bensì “Ar …”, si, insomma, in quella parte lì, … vi lascio immaginare il nickname, iniziante per “Ar”, che fu coniato in quella sede per il nostro! Ebbene: “Arc …”, fu poi mutato in “Arcobaleno”, per essere poi, si veda il nome completo (cfr. I Capitolo) del nostro, essere anglosassonizzato, appunto, in “Rainbow”!.

 

E, naturalmente, abbandonò l’alpinismo per … darsi all’ippica!

 

Ma, ciancio alle bande, ben altre gesta attendono il Nostro. Infatti, all’insegna di PBD, Lobby Massoniche, Zecche … naturalmente da intendere non come insetti bensì come i luoghi di conio delle monete, ed altro ancora … LA RICERCA E LE INDAGINI … CONTINUANO.

 

 

Contatti/Contacts:

fabiosommella@hotmail.com

 

HOME