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Argomenti di Storia della Letteratura

Decadentismo

Per "cultura decadente" si intende quella cultura sviluppatasi alla fine del 1800 (ultimo decennio: 1890) fino, secondo alcuni testi, al 1940. Quindi un cinquantennio di cultura decadente. Un periodo vasto, vario, ricco di contraddizioni (D'Annunzio <==> Oscar Wilde; Futusrismo; impegno politico di Vittorini; Prandello). Cerchiamo, quindi, dei denominatori comuni.

Crisi dei cànoni, degli assi portanti del Positivismo (cioè crisi della fiducia nella ragione, nella cultura scientifica). Il Neo-Illuminismo del '800, cioè il Positivismo, é ben altra cosa rispetto all'Illuminismo settecentesco; è un tornare indietro nella fiducia di un miglioramento, un deteriorarsi dei valori umani.

Il Decadentismo è un età di irrazionalità, di sfiducia nella ragione e nella scienza; quindi un rinnegare la cultura precedente; la storia si ripete sotto diversi aspetti ma è anche un alternarsi di culture opposte.

Dopo l'Unità d'Italia, i problemi politici e sociali non erano stati risolti dal Positivismo.

Nel campo artistico, la prima forma di polemica, di irrazionalità, é la fuga dalla realtà. La realtà delude perchè ci sono falsi valori, la falsa coscienza della società borghese; la società capitalista aliena l'uomo sostituendo, agli effettivi valori dell'uomo, dei parametri di consumo; l'uomo, invece di essere, finisce per avere.

Il primo nucleo di intellettuali decadenti si raccoglie a Montmartre, a Parigi; quasi scapigliati, che seguivano in parte la scuola di Charles Baudelaire. Il termine "decadentismo" fu coniato dai benpensanti borghesi; i decadenti fanno una specie di bandiera di tale termine dispregiativo.

I decadenti rifiutano i falsi valori borghesi; la grigia vita conformista; seguono la vita per l'arte (v. possibili legami con Schopenhauer). L'arte si sostituisce alla vita, alla realtà di tutti i giorni (v. "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde); ma alla vita reale non può sostituirsi la vita artistica. Viene decisamente rifiutata la società vittoriana.

Nietzsche: forme di "Superomismo" che influenzano la cultura decadente, anche in D'Annunzio (Andrea Sperelli ne "Il piacere"). I superuomini sono depravati che sentono l'arte, la vivono e la creano anche nei luoghi dove essa é assente; netta antitèsi con l'uomo comune.

Queste, appena dette, sono le forme più evidenti, più appariscenti della nuova cultura.

Altro scrittore fondamentale è il francese Huysmans, autore di "A ritroso", anche tradotto come "Controcorrente", con il suo eroe decadente "Des Esseintes".

Ci sono grandi differenze tra Decadentismo e Romanticismo. La solitudine di un Ortis è diversa da quella di Dorian Gray o di Des Esseintes. L'Estetismo di Foscolo, con il suo "Io" romantico agganciato in un rapporto dialettico con l'"Io" sociale, è completamente diverso dall'Estetismo di D'Annunzio, il cui "Io" decadente è staccato dall'"Io" sociale.

.Ma oltre a queste fughe dalla realtà, ci sono altri aspetti caratteristici del Decadentismo: in Pirandello c'é una critica costruttiva , una ricerca della verità attraverso la realtà e non una fuga da essa.

In Svevo, Proust e Joyce c'é una crisi di certezze, non una fuga dalla realtà, oltre ad un rifiuto del romanzo verista e una critica delle certezze positiviste; ad un rapporto razionale con la realtà circostante, viene sostituito un rapporto irrazionale, rifiutando l'aspetto esteriore non vero della realtà e studiando viceversa le realtà inconscie all'Io superficiale dell'esteriorità; si vuole scoprire ciò che si nasconde dietro alla realtà. Quindi, in Letteratura, entra la Psicoanalisi di Freud (v. disputa con Jung). Quindi il tipo di realtà che studiano Svevo, Proust e Joyce consiste nel prendere contatto con, e attraverso, forme intuitive.

Freud e Bergson, filosofo francese di fine '800: l'Arte, che in età positivista era stata la Cenerentola della Scienza, assurge ora a entità che permette la conoscenza.Circa Bergson, si parla ora di "Intuizionismo"; inoltre in questo autore c'è la critica del concetto di "tempo" (v. "La coscienza di Zeno" di Svevo). Bergson distingue il tempo cronologico, attinente alla ragione,   dal tempo di coscienza; i ricordi si sovrappongono senza un metodo cronologico. A tal fine si veda anche il rapporto tra Leopardi e Proust, con il "concetto di arte" come "ricordo". Il modo irrazionale di rivivere il passato: recupero dei sogni.

Benedetto Croce aborrirà l'irrazionalità del Decadentismo, con le sue energie principali nell'inconscio, nella psiche e nella Psicoanalisi; affermerà che l'arte è un'"intuizione lirica".

Nel Decadentismo c'è il deteriorarsi degli ideali veristi ma anche l'affermarsi dei nuovi valori artistici.

A Parigi, nel primo '900, nasce la rivista "Le decadonn" (Il decadente); da ciò tali intellettuali d'avanguardia si chiameranno decadenti.

Estetismo: esaltazione della'rte per la sua forma pura --> fuga nella bellezza.

Edonismo: la vita vista come piacere --> fuga dalla realtà nel culto del piacere.

Dandismo: atteggiamenti esteriori, tipici di Dorian Gray.

Superomismo: esaltazione di se stesso, non in forma eroica-ortisiana bensì in forma contaminata dall'Estetismo e dall'Edonismo. Si finisce, poi, con la difesa della razza: da un discorso individuale si passa poi ad un livello storico.

Nietzsche fu tuttavia "frainteso" come ideatore del Superomismo e Razzismo germanico; negli anni '70, del '900, è stato rivalutato come un grande filosofo e non solo come il filosofo del 3° Reich.

Tornando alla letteratura, in Italia, due nuovi esponenti della poesia: Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio.

Giovanni Pascoli, poeta appartato, con limiti nazionali, quasi provinciale e poco conosciuto in Europa.

Gabriele D'Annunzio, invece, conosciuto anche in Francia, Germania e Inghilterra, grazie alle opere ma anche ai modi di vita mondana e all'attività politica.   Inizia con l'imitare Carducci nella poesia e Verga nella prosa.

Ai fini del rinnovamento letterario, tuttavia, Pascoli è di maggior rilievo (vedere il "Fanciullino"); egli è un garnde innovatore che fece scuola; a lui molto devono i Crepuscolari (Gozzano e Corazzini), i primi poeti Ermetici (Montale e Ungaretti).

Gli stessi Crepuscolari ed Ermetici, che molto criticarono l'Estetismo di D'Annunzio, riconnobbero viceversa la profonda importanza di Pascoli.

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