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Argomenti di Storia della Letteratura
Ugo Foscolo
La vita e il sommario delle opere
Nato a Zante nel 1778, isola dello Ionio, dominio veneziano. studia latino, greco e
filosofi del 700 (Hobbes), educazione classicista e illuministica. si trasferisce
giovanissimo a Venezia nel 1791. Si mette in luce per le sue stranezze, si faceva notare
per i suoi atteggiamenti rivoluzionari. da giovane scrisse piccoli componimenti di tipo
arcadico, odi. Scrisse anche elegìe, componimenti pastorali.
Si infiamma alle letture di Vittorio Alfieri, il suo senso libertario e
rivoluzionario, il culto della personalità e individualità che, quindi, si
riscontrerà anche in Ugo Foscolo.
Nel 1797 deve abbandonare Venezia poichè é perseguitato dagli austriaci
e si rifugia a Bologna. Nello stesso anno Napoleone Bonaparte cede il Veneto all'Austria.
Questo fatto provoca un crollo nell'animo del giovane Foscolo che in precedenza aveva
scritto l'ode dedicata a Napoleone Bonaparte.
Foscolo, dopo il 1797, giunge ad un compromesso arruolandosi volontario
nell'esercito di Napoleone perchè comprende che Napoleone é l'unica arma a favore degli
italiani. Tuttavia il poeta non farà mai del servilismo nei confronti dei francesi. Si
arruola prima nella Repubblica Cispadana, poi nella Repubblica Cisalpina con Napoleone.
partecipa alle campagne napoleoniche e, nel 1802, pubblica a Milano il suo romanzo in
forma epistolare "Le ultime lettere di Jacopo Ortis". Composto faticosamente
negli anni precedenti, vi confluiscono elementi letterari (il "Werther" di
Wolfgang Goethe e la "Nouvelle Eloise" di Rousseau) oltre ad elementi amorosi.
Nel 1803 pubblica all'"Amica risanata" e "A Luigi
Pallavicini caduta da cavallo", 2 odi.
Dal 1804 al 1806 in Francia, traduce il viaggio sentimentale di Giorgio
Stern, opera fondamentale della narrativa inglese. Compone anche la "Notizia attorno
a Didimo Chierico", un altro suo alter-ego, opera autobiografica e
antibiografia di Jacopo Ortis, come se avesse avuto due personalità Nell'ortia e
il romantico, nel Chierico è il brutto, l'erudito, l'umanista che non si sentì mai di
essere. Quindi da un lato il tumulto alfieriano, dall'altro la tendenza all'erudizione, al
classicismo, ad un linguaggio stratificato, e erudito, per certi versi
"pesante", orientato alla critica finissima (si deve ricordare che Ugo Foscolo
fu il primo vero e proprio critico letterario, con grande intuizione critica).
Scrisse anche "Ipercalipsis", satira latina contro i letterati
italiani.
Dal 1806 al 1812 sta fermo a Milano dove compone "I sepolcri" e
"Le grazie". I suoi rapporti con Vincenzo Monti peggiorarono in quanto si era
vanamente innamorato della sua moglie. Nel 1806 riceve la cattedra di eloquenza a Pavia.
Nel 1811, quando pubblica "L'Aiace", si é completamente disamorato di Napoleone
poiché aveva accertato la sua involuzione politica da rivoluzionario iniziale a
imperatore totalitario. In "Aiace" entrano motivi alfieriani e personali e vi
rappresenta in maniera pessima Ulisse e gli atridi, simbolo di una velata ma cruda critica
a Napoleone. nel 1815, caduto Napoleone, torna a Milano dove era avvenuta la restaurazione
austriaca. Foscolo non aderisce al giuramento di fedeltà agli austriaci ma fugge
lasciando una lettera dove spiega che, dignitosamente, non può tradire la causa politica
di tutta una vita. Quindi si reca dapprima in Francia o in Inghilterra. Qui declina
fisicamente ed economicamente giungendo a indebitarsi e nascondendosi dai creditori
e infine unendosi alla figlia Floriana che, per gli anni a venire, gli starà molto
vicino.
Svolge attività di critico letterario e muore a Londra nel 1827 in un
sobborgo. Dopo l'unità d'Italia il suo corpo verrà portato e sepolto a Santa Croce a
Firenze.
Le opere
L'Ortis è la più alfueriana delle opere di Foscolo. E' l'opera più ricca e che
influenza l'800.. E' la tipica opera giovanile, appassionata, accesa e appartiene
più al genere lirico che a quello narrativo. In questa opera ci sono tutti temi cari al
Foscolo: l'amore per Teresa, la morte, la patria, il sepolcro e il culto dei morti, la
bellezza ovvero la spiegazione all'armonia superiore e alla serenità (altri temi sono
Napoleone, i patrioti nonchè il Parini). Foscolo, in quest'opera, cercava di guardare
tutto da un mondo superiore, dal mondo della suprema armonia, dell'illusione. Il tutto
però viene mescolato ancora confusamente, in maniera quasi di diario.
La poetica di Ugo Foscolo
C'é un contrasto tra la personalità di tipo alfieriano, libertario, e
l'esigenza di armonia, equilibrio, forza ordinatrice. Si notano molte antinomie,
contrasti, fede, credo che tutto ordini e dia spiegazioni e ordine alle cose del mondo.
L'universo non è altro che materia, il tempo travolge tutto, l'uomo è un atomo, molecola
che fa parte dell'universo che è composto e verrà decomposto e si ricomporrà in altra
maniera. Quindi una concezione materialista dell'universo a cui fu educato e da cui
partirà anche Leopardi. Da tutto ciò prende origine la poetica di Foscolo. La poesia
secondo lui e al di là e oltre la filosofia, e quest'ultima è la negazione della prima.
Il mondo della poesia è uguale a un mondo consolatore.
Analisi del sonetto "A Zacinto"
Struttura metrica: sonetto; segno indicativo dei fini che si propone
Foscolo: fine classico. Due quartine e di endecasillabi e due terzine che arrivano tra di
loro, struttura fonetica. ABAB ABAB CDE CED.
Si osserva una variazione rispetto al sonetto tradizionale di tipo petrarchesco.
Le rime hanno una funzione semantica, cioè vogliono dare l'idea delle immagini. Le rime
delle prime due quartine rendono idea delle acque:
sponde giacque\par
onde nacque\par
feconde tacque\par
fronde acque.\par
Spesso sono usate parole con la liquida "l" che dà l'idea dell'acqua.
Dal primo al quarto verso c'è una micro frequenza: corpo fanciulletto, materna mia terra.
Esiste un rapporto di equivalenza tra i primi quattro versi e gli ultimi tre versi,
separati dai sette versi centrali. Il sonetto ha una struttura circolare, anulare; la
prima e l'ultima parte sono in rapporto semantico con la parte centrale costituita dai
sette versi. la prima e la quarta sequenza hanno un chiaro rapporto con il cattivo
semantico,1 corrispondenza linguistica. Il rapporto Foscolo con l'isola di Giacinto o
Zante o Zacinto ha una chiara relazione negativa con il rapporto poeta-patria. nella parte
centrale predomina l'asse metonimico, ovvero lo scaturire di un'immagine dall'altra con
l'uso del pronome relativo. Esiste un rapporto positivo del tipo Itaca-Ulisse.
I sepolcri e Le grazie
I sepolcri hanno un valore collettivo; si tratta delle urne dei grandi
della storia. E' presente una visione vichiana e storicistica del passato.
In Foscolo si parla di estetismo, ma non in senso del decadentismo
dannunziano o francese, ovvero come fuga dalla realtà del poeta in un mondo di bellezza.
Foscolo non cerca la fuga dalla realtà ma il superamento della realtà, il
raggiungimento di alti ideali che dettano le grandi gesta gloriose. Pertanto non esiste un
estetismo foscoliano bensì il proponimento di dare nobiltà, un tono sublime ai problemi
reali. Foscolo non è un poeta estetizzante.
Il carme de "Le grazie" é stato un poemetto sfortunato in
quanto non portato a termine. Foscolo non riuscì a dare all'opera una struttura unitaria.
Pertanto restano dei frammenti dell'opera; tuttavia egli fu molto attaccato a questo carme
che rimase la sua opera preferita, il lavoro interminato di tutta una vita.
Il nucleo centrale delle grazie é costituito da tre inni composti già
nel 1818. Ci sono altri quattro frammenti iniziali. Altri frammenti furono riuniti
successivamente.
La morte lo colse nel 1827 prima che potesse unire in modo coerente tutti
i vari frammenti.
Nel 1848 Orlandini riordinò in modo criticabile tutti i frammenti de
"Le grazie" e li pubblicò danneggiando l'intero significato dell'opera. Era
già iniziata la critica letteraria di Francesco de Sanctis che definisce l'opera delle
grazie un'opera disarmonica e fredda. Da quel momento le grazie non furono più lette. De
Sanctis risentì dei pregiudizi dell'età romantica, ovvero dell'arte come espressione di
passioni private e del mito.
Le grazie furono rivalutate da Benedetto Croce. la catarsi, intesa come
purificazione poetica, era molto ben riuscita perchè privata della mitizzazione e della
ragione. Croce afferma che dietro la splendida fattura neoclassica c'é sempre il
Foscolo romantico, Foscolo uomo e con i suoi problemi e le sue ansie. Foscolo aveva
toccato nelle grazie i suoi massimi ideali di vita, toccando anche le passioni non viste
in precedenza da altri critici come De Sanctis. Nelle grazie Foscolo realizza pienamente
ciò che aveva realizzato nel sonetto "Alla sera" solamente in parte. In tale
opera Foscolo si dimostra poeta neoclassico ma anche poeta originale perchè, dedicando un
poema alle grazie, tocca il mito mettendo in risalto personaggi nuovi, quasi mai citati
nelle opere mitiche classiche.
Se ne sepolcri c'è l'esaltazione della poesia, le grazie perfezionano
quest'idea, inneggiando all'armonia ovvero alla bellezza consolatrice che innalza l'uomo
dalla primitiva ferinità ai massimi livelli ideali. Nei quadri del velo alle grazie ci
sono i seguenti cinque particolari: giovinezza, l'amore nuziale, l'amore filiale,
ospitalità, amore materno.

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