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Appunti di Storia della Letteratura

Gabriele D'Annunzio

Nasce nel 1863 a Pescara. Come tutti i rampolli studia al collegio Cicognini di Prato, culla di civiltà A 16 anni aveva già composto poesie ("Primo Vere") di ottima imitazione carducciana ed era in cerca di gloria. A 18 anni viene a Roma e collabora a due giornali. "Novelle della Pescara" è una raccolta di racconti di ispirazione verista, con atteggiamenti vicinio alla Deledda, ma contenente, infine, elementi tutti d'annunziani; intrecci morbosi con molto più di un'ambientazione naturalistica; elementi di sesso e violenza che svelano atteggiamenti più nascosti.

Fin dalle prime opere D'Annunzio è quindi l'uomo in cerca di personaggi sensuali ed estetizzanti; riscuote molto successo per una serie di vicende personali, vive sempre in un modo superiore alle sue possibilità e capacità, si indebita spesso, non essendo molto ricco.

"Il piacere", che narra le vicende dell'eroe d'annunziano "Andrea Sperelli", é il primo romanzo più letto in Italia e in Europa. Questo romanzo destò clamore e lo portò alla notorietà; nasce il mito D'Annunzio.

Tra il 1908 e il 1914 D'Annunzio, insieme a la "Voce" e a la "Ronda" svolgono un'egemonia culturale Tra il 1919 e il 1921 la "Ronda" propone il programma letterario del romanzo frammentista. Con "Notturno" D'Annunzio tenta di eliminare il romanzo tradizionale. Romanzo non è solo narrare una storia ma è la propria vita [NDR: anticipazione dei "reality show"?] ; "narrare" è costruire tutte le diverse forme   dell'esistenza su elementi storici, veri, ma da tali elementi si dipartono le diverse forme della narrazione.

D'Annunzio fu il primo scrittore letto molto in tutta Italia; la sua novità consiste nel creare nuovi modi espressivi, sia in poesia che in prosa, e nel proporre anche attività teatrali (La Francesca da Rimini", "La figlia di Iorio").

Il "panismo" d'annunziano consiste nel sentirsi un elemento naturale con sentimento morboso; egli diventa il dio Pan, dio primitivo con una profonda ferinità: si sente pioggia, vento, terra con profondi accenti sensuali.

"Il paradisiaco" è un suo momento "crepuscolare" in cui torna a certi sentimenti "sommessi" di tipo pascoliano. In "consolazione" c'é un colloquio con la madre, é il figliuol prodigo che torna e ritrova l'ambiente famigliare intatto, dopo lunghi viaggi e avventure; è appunto la consolazione del nido famigliare. Questo è quindi l'aspetto crepuscolare di   D'Annunzio che poi maggior rilievo ha avuto nello sviluppo della poesia italiana successiva. Importante è il linguaggio di tipo "formulare", colloquiale ("Vieni, usciamo").; con le ripetizioni si crea un'espressione discorsiva.

Esiste una contrapposizione tra il D'Annunzio crepuscolare e il D'Annunzio solare, poeta "Vate".

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