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Argomenti di Storia della Letteratura

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Francesco Guicciardini 1

 

Francesco Guicciardini

 

Città

Pensatore

Cronologia

Firenze

Guicciardini

1483-1540

 

L'opera fondamentale di Guicciardini è “I Ricordi”, opera frammentaria ma che fornisce un quadro abbastanza completo dell'autore. Guicciardini afferma che dalle vicende umane, storiche, non si possono ricavare le regole universali; con ciò è nettamente in contrasto quindi con Machiavelli. Per Machiavelli la politica è una scienza dell'assoluto, mentre per Guicciardini e una scienza del possibile. Questa è una differenza sostanziale a livello teorico. Per Guicciardini l'uomo si deve adattare alle circostanze. La virtù per lui è la “discrezione”, cioè la capacità di adattarsi alle circostanze.

Come mai Guicciardini giunge a dire ciò? Come mai giunge a questo estremo scetticismo e disfattismo? Francesco de Sanctis, nel 1800, sarà estremamente critico verso Guicciardini, definendolo simbolo della corruzione.

Guicciardini era rampollo di una ricca famiglia fiorentina. Da giovane, nel 1512, si impiega nella repubblica fiorentina poi, successivamente, si impiega alla corte medicea che viene inviato anche in Spagna. La sua situazione però precipita nel 1527, durante il “sacco di Roma”. Carlo V di Spagna aveva accusato Clemente VII di favoreggiamento nei confronti della Francia. Guicciardini aveva cercato di limitare, insieme ad altri politici, il potere della Spagna conducendo una politica filo-francese. Poco tempo dopo viene mandato in esilio dal Papa per tradimento. Per questo motivo, allora, viene considerato immorale da Francesco de Sanctis (a Guicciardini ha molto nuociuto la critica del romanticismo di Francesco de Sanctis). Ma su questo aspetto la critica contemporanea non è sempre d'accordo.

Tra Machiavelli e Guicciardini, quindi, si può effettuare un confronto teorico, ma non morale. Machiavelli agiva con penna e carta, Guicciardini agiva materialmente facendo politica attiva. Egli agiva nel modo migliore che “le circostanze” gli permettevano. Guicciardini torna, sia nei suoi scritti sia nella pratica politica, a diffondere la “politica dell'equilibrio”. Egli è lo specchio della classe politica a cui appartiene, una classe disincantata dalla realtà tragica in cui si trovava l'Italia. Machiavelli voleva solo l’utile per lo Stato, per la collettività; a Guicciardini interessava il particolare, rimaneva invischiato nella mentalità della sua gente. Importanti, per la politica di Guicciardini, erano i termini: “discrezione” e “particolare”.

 

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