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Musiche ... e non solo / Musics ... but not only
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Argomenti di Storia della LetteraturaAnalisi logico-funzionale di
due passi tratti da Morgante di Luigi Pulci e da LOrlando
innamorato di Matteo Maria Boiardo Fabio Sommella (1975-76; revisione e
arricchimento con altri contributi citati: febbraio 2007).
IntroduzioneNellopera Morgante di Pulci cè una tendenza, da parte dello stesso autore, a renderele parole guizzanti, fruscianti, schioccanti, ciò grazie a quelle numerose c e sche egli include spesso e volentierialla fine di ogni verso; un esempio lo abbiamo ne Lincontro con Margutte, dove sono evidenti rime del tipo crocicchio, ispicchio, picchio, bosco, fosco, conosco e ancora turcasso, papasso, spasso, tosto, arrosto, mosto, bocca, sciocca, tocca ed altre. Tutto ciò, a mio avviso, viene impiegato al fine di rendere meglio il tono di ribalderia e birboneria, qualità che si addicono a personaggi come Margotte e Morgante. La scelta del lessico, poi. È estremamente semplice, un lessico popolare, comprensibile anche alla massa eprivo delle espressioni forbite che riscontriamo, invece, in Boiardo. NellOrlando innamorato si ha un tono spesso più dolce, una descrizione meno grossolana e più raffinata, in cui spesso, ad esempio nellapparizione di Angelica, traspare, a mio avviso, una matrice simil-petrarchesca, in cui la visione della donna è, appunto, angelica. (
) Angelica là sopra era tra loro, (
) PrincìpiIl metro della poesia cavalleresca è lottava. a) Accento ritmico b) Le Rime 1) Rima grossolana 2) rima raffinata c) Analisi lessicale d) Analisi sintattico-grammaticale Riguardo al ritmo, si mettono in evidenza alcune rime estratte dal passo Orlando, i giganti, Morgante, dellopera Morgante.
Analisi di dettaglioLe rimeLaccentuazione ritmica nella poesia di Pulci ricorda, in un certo senso, il favoleggiare delle filastrocche fanciullesche. La presenza nei versi di termini come Passamonte, gran monte, Chiaromonte, monachetto. sospetto, dà quasi la sensazione del ritmo cantilenante delle fiabe. Al contrario, laccento ritmico di Boiardo è di tipo melodico-musicale, con una cadenza, in alcuni punti, a mio avviso quasi madrigalesca[1] ( ad esempio nellapparizione di Angelica), in cui il poetare di Boiardo ricorda il cantare dei menestrelli. Pulci fa uso di rime grossolane. Ad esempio, ne Lincontro con Margutte utilizza termini cone crocicchio, ispicchio, picchio, bosco, fosco, conosco, tutte, brutte, Margotte, tosto, arrosto, mosto, farnetico, solletico, eretico, turcasso, papasso, spasso, ecc. ecc.. Tutte queste rime, attraverso la presenza delle numerose c, t e s, danno al lettore unidea scattante, frusciante, sgusciante, di combattimenti e bricconerie, che si addice ai protagonisti della vicenda, personaggi fiabeschi. La grossolanità delle rime di Pulci è anche forzata, ma ha lo scopo di divertire la gran massa popolare alla quale egli si avvicina con espressioni anche gergali, come nei versi 81-88[2] dellIncontro con Margutte. Contrariamente a Pulci, Boiardo utilizza rime più ricercate, più consone alla sua cultura e allambiente di corte di cui narra le gesta, nobile e garbato, proprio della cavalleria e la cui narrazione necessita di rime raffinate: meraviglioso, orgoglioso, animoso, allegrezza, altezza, disprezza, bella, donzella, stella, fiore, onore, viso, conquiso, riso, manifesta, festa, gesta. Queste sono diverse da quelle usate da Pulci per la loro dolcezza, che si addicono alla descrizionedel brano in cui fa la sua apparizione, quasi paradisiaca, la bella Angelica; queste rime sono quasi un ornamento e completamento alla donna, tipica dama di corte. Il lessicoAnche nella scelta del lessico, come già si è detto trattando delle rime usate dai due scrittori, Boiardo è maggiormente raffinato, probabilmente perché descrive un mondo epico-cavalleresco in cui ricorrono anche elementi amorosi, Angelica, ed elementi umanitari; questi ultimi, ad esempio, nella pausa del duello tra Orlando ed Agricane, in cui Orlando si abbandona a considerazioni circa luniverso, le sue bellezze e Dio. Al contrario Pulci ironizza su quello stesso mondo, presentandoci giganti malvagi, canaglieschi, atti allimbroglio e alla zuffa ma che, in fondo, conservano un pizzico di simpatia e bonarietà. Pulci fa uso di un lessico fondamentalmente semplice, comprensibile alla massa popolare e privo di quelle espressioni forbite, ricorrenti in Boiardo.
[1]Da
[http://www.pianetascuola.it/leggere_scrivere/retorica/metrica/strofa/05madrigale.html] la
strofa - Il madrigale Il madrigale,
componimento aulico d'argomento amoroso e di ispirazione bucolica, fin da principio fu un
metro della poesia d'arte, e perciò
fu accolto tra i metri canonici del Canzoniere
petrarchesco.
Questo è all'origine della sua grande fortuna, che fiorì in particolar modo
tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Il madrigale
del XVI secolo è
però profondamente diverso da quello dei due secoli precedenti, con il quale non ha quasi
niente in comune
tranne il nome. Esso deriva la sua nuova identità in parte dai nuovi stili musicali, in
parte dallepigramma alessandrino, da cui deriva
temi e motivi poetabili (ad esempio dagli epigrammi erotici e da quelli sugli insetti), il
tono arguto e scherzoso, la brevità è in ogni
caso più breve rispetto al sonetto e la virtuosistica eleganza. Il
madrigale del Cinque-Seicento è costituito da endecasillabi
e settenari
e non più, come nel Petrarca, da soli endecasillabi e lalternanza
tra versi brevi e lunghi lo rende più agile e vario; le rime sono liberamente disposte,
anche se la clausola
(la
coppia di versi finale)
resta prevalentemente, ma non sempre, a rima baciata. Dalle
Rime,
un madrigale di Torquato
Tasso: [...] Unape
esser vorrei,
a donna
bella e crudele,
b che
sussurrando in voi suggesse il mele;
B e,
non potendo il cor, potesse almeno
C pungervi
il bianco seno,
c e
n sì dolce ferita
d vendicata
lasciar la propria vita.
D [...] [2]( ) 81. ( ) 88. ( )
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