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Poesia d'amore di Roberto Lerici, recitata da Gigi Proietti

Era il “lontano” 1981 quando assistetti a Roma nel Teatro Tenda a Strisce, se non sbaglio, allo spettacolo “As I like it, madame!”, di Gigi Proietti, sorta di seguito ideale del suo storico “A me gli occhi please!”. Ricordo che, tra le varie e divertenti performance del grande istrione, rimasi affascinato da una poesia d’amore, elegante e disperata nella sua vis e nel suo pathos  anarchici e libertari, che credetti, allora, fosse di Jacques Prevert. Per anni, periodicamente, ho ricercato vanamente quel testo e solo recentemente ne ho finalmente trovate due versioni, leggermente differenti, entrambe attribuite (la soluzione alla mia questione, pertanto, era molto semplice) a Roberto Lerici (morto nel 1992 [http://www.proveperunsito.it/commedie/occhi.htm]), il quale infatti scriveva i testi per Gigi Proietti. Le ripropongo entrambe, queste versioni, entrambe bellissime e profonde e, a mio avviso, amaramente quanto mai attuali in questo anno 2009.

Fabio, 1 maggio 2009

 

 

Quest'amore malato denutrito fatto di parole smozzicate
Quest'amore usato digerito buttato in pasto al popolo ignorante
come fosse una cosa interessante
Quest'amore corrotto dalla noia dei grandi amatori della storia
masticato da 100 letterati vomitato da principi e prelati
Quest'amore che accoglie che perdona
fatto per gente dalla bocca buona
è un'amore di fradicia letizia che assolve tutto pure l'ingiustizia
Quest'amore sciancato deficente sbattuto sulla faccia alla gente come l'osso al cane disperato quest'amore scarnito rosicchiato con i suoi stracci di corpo denudato
Quest'amore di cui si parla tanto celebrato con tutte le grancasse
Questo amore è disceso fra le masse
elargito per grazia del potere perchè tutti ne possano godere
E' un amore deforme malandato generato dal vecchio capitale
fra le coscie del mondo occidentale
Per questo amore è meglio non cantare perchè non c'è una musica che tenga
e questa mia canzone sgangherata non so nemmeno cosa la sostenga
avessi almeno la grazia più scolata di una puttana sola disperata
piuttosto che la facile mania il fascino merdoso di questa borghesia...

Ma quell'amore che era una certezza si è assopito con l'ultima carezza
Ha ripiegato pian piano le sue foglie rinunciando per ora alle sue voglie
L'anima mia per questo s'è ammalata non sogna più e resta addormentata
Prima che il vuoto tutti ci divori che venga venga presto il tempo in cui ci si innamori...
Prima che il vuoto tutti ci divori che venga venga presto il tempo in cui ci si innamori...

Da “http://dazzlingsun.blog.105.net/

 

Quest'amore..

Quest'amore malato, denutrito, fatto di parole smozzicate;
Prima che il vuoto tutti ci divori, che venga, venga presto il tempo in cui ci si innamori.
quest'amore usato, digerito, buttato in pasto al popolo ignorante, come fosse una cosa interessante.
Quest'amore corrotto dalla noia dei grandi amatori della storia, masticato da cento letterati, vomitato da principi, prelati;
quest'amore che accoglie, che perdona, fatto per gente dalla bocca buona,
è un amore di fradicia letizia, che assolve tutto, pure l'ingiustizia;
quest'amore sciancato, deficiente, sbattuto sulla faccia della gente, come l'osso al cane disperato;
quest'amore scarnito, rosicchiato, coi suoi stracci di corpo denudato;
quest'amore di cui si parla tanto, celebrato con tutte le gran casse;
quest'amore è disceso fra le masse, elargito per grazie del potere perché tutti ne possano godere,
è un amore deforme, malandato, generato dal vecchio capitale tra le cosce del mondo occidentale.
Per questo amore è meglio non cantare, perché non c'è una musica che tenga
per questa mia canzone sgangherata, non so nemmeno cosa la sostenga.
Avesse almeno la grazia più scolata di una puttana, sola, disperata, piuttosto che la facile malìa, il fascino merdoso di questa borghesia!
Ma quell'amore, che era una certezza, si è assopito con l'ultima carezza.
Ha ripiegato pian piano le sue foglie, rinunciando per ora alle sue voglie.
L'anima mia per questo si è ammalata..., non sogna più, e resta addormentata.
Prima che il vuoto tutto ci divori, che venga, venga presto il tempo in cui ci si innamori.
Prima che il vuoto tutti ci divori, che venga, venga presto il tempo in cui ci si innamori.
[Gigi Proietti e Roberto Lerici]

Da “http://mguarra.blogspot.com/2008/02/questamore.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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