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Friedrich Nietzsche

Da “Adorno-Gregory-Verra : Manuale di Storia della Filosofia – Vol.3– Laterza - 1996”. 1

Capitolo 12 : Friedrich Nietzsche (1844-1900) 1

Par. 1. 1

Par. 2 – Dioniso, Apollo e Socrate. 1

Par. 3 – La malattia storica. 2

Par. 4 – Cristianesimo e nichilismo. 2

Par. 5 – La morte di Dio. 3

Par. 6 – Il rovesciamento dei valori 3

Par. 7 – Il superuomo. 3

Par. 8 – L’eterno ritorno e la volontà di potenza. 3

 

Da “Adorno-Gregory-Verra : Manuale di Storia della Filosofia – Vol.3– Laterza - 1996”

 

Capitolo 12 : Friedrich Nietzsche (1844-1900)

Par. 1

Nato nei pressi di Lipsia, ivi studiò (oltre a Bonn) e lesse Schopenhauer e incontrò Wagner.; speranza di un rinnovamento dell’anima tedesca dalla sua musica. Inquietanti condizioni di salute e disturbi psichici (forma di paralisi progressiva?) con crisi acute, fino alla morte. Dal 1869 al 1879 insegnò Filologia classica (in questo primo periodo, varie opere “minori”); lunghi soggiorni in Italia e in Engadina [NDR: ?]. Ultima grave crisi nel 1889: visse prima con la madre poi con la sorella, fino alla morte.

Nell’ultimo periodo si distinguono due fasi:

  • critica, con distacco da Wagner nel 1876; questa fase è volta a mettere in evidenza il carattere mistificante di tutte le forme di morale e a scoprire le radici nichilistiche dell’Europa;
  • annuncio dell’eterno ritorno dell’identico  (“La Gaia scienza”) e predicazione del superuomo (“Così parlò Zarathustra”, 1883-1885 e “Al di là del bene e del male”, 1886; incompleta e frammentaria l’opera massima “La volontà di potenza”).

Par. 2 – Dioniso, Apollo e Socrate

Ruolo determinante della cultura greca dei presocratici, della tragedia antica e del “Coro” (VI secolo a.C.), ovvero non della scultura classica-ateniese e del pensiero socratico-platonico-aristotelico, e rapporto di rinascita della nuova cultura tedesca. Le radici della civiltà europea sono ricondotte alla tragedia e ai due momenti essenziali: il dionisiaco e l’apollineo.

  • Dionisiaco ebrezza ed esaltazione; tipica espressione: la danza. Travolge e supera i confini individuali à profonda unità del reale.:
  • apollineo: visione di sogno; traduce il senso oscuro delle cose in figure luminose, fredde ed equilibrate à scultura e poesia.

 

Queste figure rappresentano lo sforzo per superare il dolore dell’esistenza e sono prodotti dell’audacia di chi ha voluto guardare nelle profondità, definite terribili, della vita.

 

Quando Euripide pretende di eliminare l’elemento dionisiaco dalla tragedia, impiantandola su una morale e una concezione del mondo intellettualistica, già é Socrate che parla à

  • la tendenza apollinea alla chiarezza e alla luminosità
    • si trasforma in forza sillogistica,
      • in proibizione di guardare negli abissi dionisiaci e
        • in fede ottimistica nella dialettica e nella morale.

 

Con Socrate, che appare l’asse della “storia universale” e dell’ottimismo teoretico contrapponendo l’intelligenza alla vita giudicandola in base a criteri astratti,   si origina la convinzione che la virtù sia sapere e nasce l’illusione che il pensiero sia in grado di sondare a fondo la realtà, nonché di correggerla e dominarla; pertanto con Socrate, secondo Nietzsche, si apre un’età di decadenza nella quale tuttora si vive.

 

Par. 3 – La malattia storica

Accentuazioni estreme della  decadenza e del rifiuto della vita, nel moderno occidente, particolarmente con la mentalità storica della filosofia di Hegel. La personalità dell’uomo si distrugge vivendo nel passato e nel ricordo [NDR: la filosofia hegeliana sosteneva ciò? Non è una libera e parziale interpretazione e attribuzione?] à gli uomini diventano fantocci inerti verso forze politiche e sociali à venerazione del successo e del fatto che, secondo Nietzsche, è sempre stupido e insensato.

  • Credere nella storia come
    • forza portante e 
    • criterio
      • del significato della vita
    • comporta
      • il sacrificio delle più genuine energie umane
    • in nome di un’astratta e inesistente idea di umanità à così si taglia alla radice ogni possibilità di un futuro autentico

Occorre distinguere 3 possibili atteggiamenti di fronte alla storia:

  1. storia monumentale: eventi storici come stimolo e modello all’azione presente;
  2. storia “antiquariato”: conservazione del passato come fondamento del presente nonché della nostra civiltà;
  3. storia critica: intenzionato alla rottura e distruzione di elementi codificati e cristallizzati, inibenti nuove forme di vita à unico che consente la creazione di nuovi valori

Par. 4 – Cristianesimo e nichilismo

L’atteggiamento critico verso la storia di Nietzsche è globale à giudizio negativo sul percorso  seguito dal pensiero europeo, da Socrate ai giorni attuali, con un posto centrale occupato dal cristianesimo.

NB:

  • l’elemento dionisiaco e tragico ha sempre rappresentato una rivendicazione della vita e dell’arte (nello scritto sull’origine della tragedia sostiene che il mondo è tollerabile soltanto a livello estetico);
  • il cristianesimo, almeno nella sua autenticità, ha condannato l’arte e quindi la vita pretendendo di giudicarla in nome dei suoi valori. à la stessa ricerca dell’al di là, di un mondo dietro al mondo, esprime un disgusto nichilistico per la vita à di conseguenza il cristianesimo non rappresenta una reazione vitale alla decadenza ellenistica ma ne è la logica prosecuzione (come dimostra anche l’acquisizione del platonismo da parte del cristianesimo stesso)..

 

Platonismo e cristianesimo non sono altro che manifestazioni successive del nichilismo (dire no alla vita) determinante il corso della civiltà europea à conferma della crisi del pensiero greco-ebraico-cristiano.

Par. 5 – La morte di Dio

Tesi nietzschiana: “Dio è morto”:

  • distinta nettamente dalle tradizionali forme di ateismo in quanto:
    • non si tratta di questionare sull’esistenza di Dio in base ai principi della ragione: ciò in quanto:
      • i principi della ragione non esistono
      • e la logica è solo una necessità biologica, sorta di errore necessario a sopravvivere e non organo di verità.
  • Viceversa (questa affermazione) significa dare una valutazione critica di un processo storico che si è compiuto e che comporta l’avvento del nichilismo. à ciò genera la paradossale condizione di vedere ciò che accadrà.

 

Posizione complessa di fronte al cristianesimo; distingue:

  • la predicazione di Cristo, in cui mai affiora odio o risentimento verso la vita
  • dai successivi sviluppi di San Paolo, responsabile della contrapposizione tra fede e opere, tra anima e corpo, tra spirito e carne, tra vita celeste e vita terrena à interpretazione nichilista del messaggio di Cristo.
  • Apprezza maggiormente le forme originarie di cristianesimo

La morte di Dio è il crollo di un’impalcatura  di credenze e certezze, durate due millenni, che gli uomini non sono in gradi di sostituire.

Par. 6 – Il rovesciamento dei valori

Posizione verso la morale:vuole mostrare l’insostenibilità di “vecchie tavole” di valori che appaiono come codificazioni del “no” alla vita, nucleo sostanziale del nichilismoà negare (demistificare) il nichilismo. Dal nichilismo, che si distingue dal pessimismo, passa alla predicazione del superuomo.

Par. 7 – Il superuomo

Scansare i numerosi fraintendimenti; in Nietzsche:

  • critica civiltà greco-cristiana
  • polemica verso la malattia storica
  • annuncio del nichilismo
  • annuncio della morte di Dio

non sono mai nostalgia per un presunto stato naturale originario al quale si vorrebbe tornare (ciò a causa della deformazione secolare dell’uomo

Unica salvezza è un esperimento di andare oltre il suo stato attuale.--> Zarathustra: l’uomo è un cavo teso  tra la bestia ed il superuomo.

Questa posizione si distingue anche da tutte le forme e concezioni dialettiche in quanto:

  • queste si fondano sulla possibilità di sviluppi latenti  nelle forze esistenti;
  • viceversa Nietzsche considera tali forze tutte compromesse e minate dal nichilismo
  • pertanto Nietzsche si affida a una forma d’invenzione  artistica e poetica.

 

Non è possibile dire quali saranno i tratti salienti del superuomo se non dire che sarà l’uomo  del “grande disprezzo” e del rifiuto dei valori  che in realtà nascevano da una prospettiva nichilista destinata ad allontanare l’uomo dalla felicità.

 

Par. 8 – L’eterno ritorno e la volontà di potenza

Precisare un punto essenziale: completa e radicale negazione di ogni presupposto teologico e antropologico nella concezione dell’universo.  à unica alternativa: inventare un senso della terra à l’universo, senza inizio né fine, è l’eterno ritorno dell’identico. à razionalità e bontà come finzioni e funzioni biologiche, strumenti di sopravvivenza.

In questo quadro, si colloca la volontà di potenza:

  • non è desiderio indiscriminato di prevalere sugli altri con la forza
  • bensì scoperta e attuazione delle infinite potenzialità umane rimaste inattuale e mortificate secolarmente.

Poiché nell’universo non c’è nulla a cui si debba subordinare la vita à la grande colpa dell’uomo è non essere voluto essere felice. à intraprendere un cammino difficile e complesso, con le proprie forze e in una propria direzione [NDR: legame con il successivo p”Processo di Individuazione” di C.G.Jung?]

 

Il suo pensiero è “troppo” in anticipo sui tempi à ciò spiega come il suo pensiero abbia poi influito su autori e correnti  di ispirazione anche molto diversa.

 

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