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Appunti
sui Filosofi Idealisti: Fichte, Schelling, Hegel
Da Adorno-Gregory-Verra : Manuale di
Storia della Filosofia Vol.3 Laterza - 1996. 1
Capitolo 2 : Johann G. Fichte (1762-1814) 1
Par. 1. 1
Par. 2 Filosofia della libertà. 2
Par. 3 logica e dottrina della
scienza. 2
Par. 4 Dal dogmatismo allidealismo
trascendentale. 2
Par. 5 Libertà e filosofia. 3
Par. 6 - Diritto e morale. 3
Par. 7 La storia e la divinità. 3
Par. 8 Rinascita nazionale (tedesca) 3
Capitolo 3 : Friedrich Wilhelm J. Schelling (1775-1854) 3
Par. 1. 3
Par. 2 Filosofia della natura. 3
Par. 3 Dinamismo e organicismo. 4
Par. 4 filosofia trascendentale come
storia e memoria dellautocoscienza. 4
Par. 5 Intuizione intellettuale: arte
e filosofia. 4
Par. 6 Storia e rivelazione. 4
Par. 7 - Libertà e Male. 4
Par. 8 filosofia: negativa e positiva. 4
Capitolo 5 : Georg Wilhelm F. Hegel
(1770-1831) 4
Par. 1. 4
Par. 2 La dialettica. 5
Par. 3 - Lidentità di razionale e
reale: intelletto e ragione. 5
Par. 4 Il cammino della coscienza
verso il sapere. 5
Par. 5 La logica speculativa. 6
Par. 6 La natura. 8
Par. 7 Lo spirito soggettivo. 9
Par. 8 Lo spirito oggettivo: Stato,
eticità e storia. 9
Par. 9 Lo spirito assoluto: arte,
religione e filosofia. 10
Par. 10 La filosofia e il proprio
tempo: filosofia e storia della filosofia. 10
Ammiratore e allievo di Kant, suo mèntore.
Kant ha effettivamente superato il dubbio scettico di Hume solamente se la filosofia
trascendentale si intende nel suo spirito e non in modo letterale, superandone i residui
dogmatici, soprattutto la nozione di cosa
in sé, contraddittoria secondo i primi critici di Kant.
Obiettivo, pertanto, è spiegare in modo completo e sistematico la genesi e la costituzione della coscienza in
base alla spontaneità dellIo e al
suo incessante contrapporsi a tutto ciò che è opposto
a tale spontaneità, cioè il Non-Io. à Fondamenti
dellintera dottrina della scienza (1794). Ma
scrisse anche di temi politici, etici e pedagogici. Da ciò, accuse di ateismo.
Il suo sistema
filosofico voleva liberare luomo dai ceppi delle cose in sé. à Filosofia della
libertà. à Unire vita e filosofia. à La libertà ha carattere
razionale. (
) Sembra difficile cogliere il legame
con le aromentazioni specificamente teoretiche (ovvero: relative alla conoscenza).
Ma Fichte identifica. O sostiene, che anche alla
base della logica cè un atto di spontaneità e libertà. La filosofia,
infatti, si occupa non di fatti ma di atti, ovvero delle operazioni da cui derivano la coscienza, lautocoscienza,
e qualsiasi forma di sapere. Fedele agli insegnamenti kantiani, non intende la
filosofia come metafisica ma si mantiene su un
piano rigorosamente trascendentale (NDR: nella
Critica della Ragion Pura il termine Trascendentale
significa che trascende gli oggetti, i contenuti e riguarda i processi formali, il modo di rendere possibile a priori la conoscenza,
universale e necessaria).
Filosofia su un atto spontaneo, non su un fatto à rovesciamento dei rapporti tra logica e filosofia.Kant
aveva distinto la logica trascendentale
(che attiene alle condizioni a priori di ciò che si può conoscere effettivamente) dalla logica generale (o formale, che attiene semplicemente alle
condizioni secondo cui si può pensare qualcosa, prescindendo dal suo carattere di
conoscenza effettiva); tuttavia questultima aveva mantenuto un primato sulla
filosofia (la non contraddizione restava
condizione necessaria, anche se non sufficiente, per ogni forma di sapere).
Tale rovesciamento viene posto per la prima
volta da Fichte e avrà importanza nello sviluppo
della filosofia idealistica. Alla filosofia,
come dottrina della scienza, viene dato il compito di fondare la logica (e non
viceversa) in quanto è proprio la dottrina della
scienza a indicarne le condizioni necessarie, condizioni non teologiche ma desunte dal processo stesso di costruzione del
sapere. à à LIo, ponendo se stesso, dimostra la sua
esistenza perché senza di esso non potrebbe esserci alcun giudizio e, di
conseguenza, alcuna proposizione per la quale sia valida la logica.
- La logica riguarda le forme del sapere, ovvero
le condizioni generali secondo cui si deve procedere nel sapere (prescindendo dai
caratteri specifici del suo contenuto); à
condizionata (nasce da un atto di astrazione che scinde gli aspetti formali del
sapere dal contenuto). à la logica
è unoperazione artificiale che contribuisce
allo sviluppo delle scienze, ma non le può fondare
- la dottrina della scienza deve dare conto non
solo della forma ma anche del contenuto del sapere. à
incondizionata (espone i procedimenti necessari attraverso
i quali lo spirito umano giunge al sapere) à E fondamento delle scienze
Gli sviluppi teoretici della dottrina
della scienza investono il problema lasciato
aperto da Kant (NDR:?!?): la cosa in
sé, secondo Fichte un concetto contraddittorio e insostenibile. à La dottrina
della scienza vuole essere un idealismo critico
o trascendentale che riconosce la limitatezza originaria della coscienza ma cerca di
spiegarla in base alle sue leggi genetiche e al suo movimento costitutivo interno,
senza ricorrere alla cosa in sé. à Quindi:
- oltre allIo,
che pone se stesso
- il Non-Io si
oppone allosservatore (lIo) come altro da lui
- lIo (losservatore)
conserva la propria unità nei due momenti (porre-affermare
se stesso e opporre a sé la rappresentazione che viene osservata). à Io e Non-Io
sono divisibili in quanto si limitano reciprocamente.
Infatti lesperienza insegna che la
rappresentazione non si origina mai da una coscienza generale ma da una coscienza
determinata. (
) LIo e il Non-Io non possono mai essere immediato
oggetto diretto del sapere (contenuto empirico di una
coscienza finita determinata) in quanto sono
le sue (della coscienza) condizioni
costitutive che non esistono mai separatamente da
essa (la coscienza); due poli che
sussistono solo nel loro incontro unitario: la coscienza finita..
Falsità del dogmatismo e verità dellidealismo.
Dialettica di Fichte: la natura sussiste
soltanto in funzione della libertà, come strumento della sua realizzazione, in quanto
senza la natura, e senza i suoi limiti, la
spontaneità dellIo rimarrebbe vuota, indeterminata e irrealizzata. Ma questo suo
limite è posto affinché venga continuamente
superato (NDR: il
mezzo è il messaggio?) ; la
necessità di un contenuto non sta nel conoscere , che è sempre finito, ma nella libertà.
à Non è casuale che realizzare la libertà per luomo
rimanga un ideale, cioè una meta a cui tendere; ciò dipende proprio dalla
struttura della libertà delluomo,
essere finito, spontaneo, attivo e limitato. (
)
Lintera realtà è strettamente
legata alle aspirazioni morali delluomo; è un campo in cui realizzare la libertà.
Definire i termini concreti della vita
umana come individualità.
- Questa sorge
e si spiega in quanto la coscienza interagisce con una natura varia e molteplice.
- Gli oggetti sono a loro volta soggetti capaci
di libera causalità à luomo
diventa tale solo in mezzo agli uomini à luomo per essere libero deve essere in un
rapporto di libera causalità reciproca con
altri esseri altrettanto liberi. à la Morale (interiorità dellanima) ed il Diritto (lagire
nel mondo sensibile) [
]
La realizzazione della
libertà non spetta solo ai singoli ma a tutta lumanità à la storia può essere compresa solo come graduale
attuazione di tale scopo. à 5 tappe
fondamentali. (
) In questo processo (NDR: divenire) si ritorna alloriginario
stato di innocenza e perfezione perduta; ma non
è un processo inutile bensì di libera conquista.
Storia ßà
Religione
(
)
Aspirazione ad un rinnovamento radicale
dellumanità. Filosofia, Teologia e Scienze Naturali. Collaborazione con Hegel, poi
aspre polemiche. (
) la sua filosofia positiva viene contrapposta a quella negativa
di Hegel. (
) Legami della filosofia di Schelling con le successive: fenomenologia,
esistenzialismo, antirazionalismo.
Rispetto a Fichte, un diverso atteggiamento verso la natura. In Fichte
il nesso con la natura è una necessità interna
allIo; Schelling porta ad uno sviluppo
ulteriore questo rapporto, per superare la concezione meccanicistica della natura e della scienza, intollerabile
per il Romanticismo. (
) Meccanismo e organismo sono concetti di un processo unitario inscindibile dalla vita dello spirito. La FILOSOFIA DELLA NATURA ha una funzione diretta, esplicita e
insostituibile per la stessa filosofia trascendentale (NDR: tra loro rapporto di reciproca simbiosi). La natura non è una realtà da contrapporre
allo spirito ma è intelligenza immatura, testimonianza pietrificata del cammino
inconsapevolmente percorso dallIo per giungere ad una coscienza: lodissea
con cui lo spirito ha cercato e trovato se stesso.
Spirito e Natura ßà
Legame unitario:
- Conscio e
Inconscio,
- libertà e
necessità,
- ideale e reale.
Già Spinoza aveva affermato lidentità
di Dio e Natura. à Non
Materialismo, non Creazionismo, ma: finalità
inconscia dei prodotti della natura, senza che questi siano stati prodotti consapevolmente
per un fine. à Rapporto
inscindibile tra mezzo e fine.
Compito della filosofia trascendentale è studiare il sistema delle rappresentazioni non nel suo essere ma nel suo divenire. à storia trascendentale dellIo. Filosofia come
storia universale e preindividuale dellIo, della coscienza; cfr.
reminiscenze platoniche, con limportante differenza che, in Schelling, le idee non
sono immobili-eterne ma sono le fasi anteriori della vita della coscienza (cfr.
Romanticismo, inconscio, sogno; NDR: prematuri?).
Epoche;
senzazione à
riflessione à volontà à filosofia
teoretica e filosofia pratica, estremi di una contraddizione.
Organo della filosofia può essere unattività
che sia, contemporaneamente, ricettiva e produttiva. Larte? Si: essa è al culmine della vita
dello spirito. Lopera darte come possibilità di superare la scissione
tra spirito e natura, scissione da cui anche la filosofia è derivata. à il genio
possiede un senso di infinita armonia.
Funzione della storia e differenza dalla
natura. (
) La storia è una continua e
graduale manifestazione dellAssoluto dove Dio diviene nella misura in cui luomo
realizza liberamente il suo disegno, e viceversa [NDR: cfr. C. G. Jung: (
)
accendere una luce nelle tenebre del puro essere (
)]
Alla nozione di divenire di Dio è anche connessa linterpretazione
della libertà e del male. (
) Manifestarsi di un Dio di vita e amore in esseri di
vita e amore. à
comprendere il significato di esistenza reale e personale. (
) Il male
come tensione interna a Dio tra il suo fondamento e la sua vita. (
)
Tardo empirismo filosofico di Schelling
(non nel senso dellesperienza sensibile): combatte
la filosofia hegeliana che vorrebbe esaurire tutto nello sviluppo dellIdea, (schema logico
dialettico-astratto autosufficiente, filosofia come pensiero puro che non vuole
confrontarsi con qualcosa di opposto e irriducibile al pensiero e si conclude in una vuota
costruzione speculativa). La filosofia positiva di Schelling vuole confrontarsi con lopposto
del pensiero, cioè con Dio.
Tubingen; entusiasmo per la rivoluzione francese; vita di Gesù.
Fenomenologia dello spirito (1807)
La dialettica è concepita non come un
procedimento del pensiero esterno alla realtà e al proprio oggetto, bensì come una legge interna e necessaria tanto del pensiero
quanto della realtà. (
) Per Hegel, la trattazione di qualsiasi problema non può essere
che dialettica, se vuole essere filosofia.
Dialettica à Sviluppo
(nozione di), concreto e non infinito.
Ciò che è razionale, è reale; ciò che è
reale, è razionale!. (da Filosofia del diritto) [NDR: Le teorie sono una gran bella cosa ma
non impediscono ai fatti di esistere e verificarsi: Carcot, maestro di S. Freud] à la filosofia deve cogliere lIdea. à non vuole
appiattire il razionale sul reale ma dare un
criterio per individuare un filo conduttore, capace di orientarci, allinterno del
complesso dei fenomeni nella storia e nella natura.
- Dio è reale
- Lesistenza
è fenomeno, manifestazione, apparenza e solo parzialmente realtà.
NB: unesistenza accidentale non
merita il nome di realtà ma solo di possibile, in quanto può esistere ma anche non
esistere. (
)
Il processo dialettico è definito
razionale in quanto la ragione è lessenza
e lo scopo di quella realtà di cui anche luomo è una manifestazione, sebbene la
più alta e consapevole.
(
) la razionalità delluniverso non
sarebbe tale se non giungesse a conoscersi
concettualmente; la conquita di questo
sapere deve passare attraverso la natura e la storia che, viceversa, non hanno
altro scopo e significato se non la conquista di
questo sapere da parte dellIdea (ciò si realizza pienamente nella
filosofia).
Il momento dialettico è inscindibile dal momento speculativo à ovvero
dalla conquista del sapere assoluto.
- Intelletto come primo momento di saperi
finiti
- Ragione come comprensione che nessuno dei
finiti è autosufficiente e ciascuno richiede di essere compreso mediante gli altri;
ovvero: superamento degli opposti e comprensione dellunità dialettica.
Critica
storica: partendo poi dal rapporto tra finito e infinito, tentando le
riconciliazioni tra uomo e mondo, tra Dio e uomo e tra mondo e Dio, osserva la rottura dellequilibrio
che, pur spontaneo e incompleto, vigeva nel mondo classico e che è stato operato dal
pensiero dualistico ebraico-cristiano con la contrapposizione tra mondo terreno e
ultraterreno e il conseguente doloroso solco tra uomo e Dio.
Si propone pertanto di superare le filosofie che rimangono chiuse allinterno
dei criteri dellintelletto, come anche quelle più alte di Kant e Fichte, che
permangono relegate al finito.(
)
[NDR: la missione] pertanto:
- sciogliere
la filosofia dai limiti dellintelletto
- per portarla
al livello della ragione
- vuol dire
passare ad un nuovo concetto di infinito,
intendendolo non come semplice negazione dei finiti ma come unità e conciliazione dialettica che si
realizza nella storia.
Premesso che lidentità razionale-reale implica à
- Risolvere
adeguatamente i problemi della filosofia
- Cogliere il
significato profondo della storia
Questi (conquista del sapere speculativo o assoluto) sono i risultati
[cfr. Fenomenologia dello spirito] necessari dellintero sviluppo della storia della
coscienza umana; sapere assoluto dove lo spirito ha finalmente trovato e compreso se
stesso e la propria storia.
- Critica al
contrasto tra fenomeno e noumeno (cosa in sé) di Kant.
- Ma non per
questo di deve cadere nellirrazionale, mistico, fideistico, romantico (non cè
verità dove non c ragione).
(
) la dialettica della coscienza sussiste
proprio poiché, nello sviluppo storico,
si verifica una continua e radicale
modificazione reciproca sia del soggetto che delloggetto (sia della coscienza che dei suoi termini di riferimento)
secondo una successione di gradi o figure
della coscienza sempre più alte e complesse di cui lo spirito, al termine, coglie la necessità e lordine
in un quadro dialettico unitario. (
)
Il sapere vero e proprio è letere, dove lo spirito dispiega la propria vita non più come coscienza bensì come scienza, come concetto.
Logica speculativa come conoscenza della necessità logica del proprio
sviluppo (scienza del concetto come sapere puro). (
)
Linsegnamento
kantiano viene usato non per respingere il presupposto della metafisica bensì per
adempiere al compito che la metafisica aveva trascurato: indagare in che modo i concetti della metafisica
stessa possano avere valore razionale.
Dottrina dellessere
Si studiano categorie che si realizzano in
quanto ciascuna svanisce nella successiva.
-à Famosa
triade: Essere, Nulla, Divenire
Il Divenire è il passare dellEssere nel Nulla, allinterno di un processo che
si conclude in un superamento dei primi due
termini nel terzo, dando poi origine ad un ulteriore sviluppo del processo à la sfrenata inquietudine del divenire precipita in un
risultato calmo, ovvero nella quieta semplicità dellessere determinato [NDR: estremamente fumoso e sofistico]
(,,,) La trattazione dellEssere, da
parte di Hegel, è ricca di riferimenti a temi e controversie scientifiche. In questa sede
si descrive solo:
- la
problematica dellInfinito che si articola in 3 sezioni; in due di queste si mettono
in luce alcune contraddizioni [NDR: la terza
sezione, la misura, è solamente citata dagli
autori e la sorvolano]:
- qualità : inadeguatezza di qualsiasi concezione
dellinfinito che si limiti a contrapporlo al finito (di tale cattivo infinito,
secondo Hegel, sarebbero rimaste prigioniere
anche le filosofie di Kant e Fichte); solo con il pensiero dialettico e speculativo si giunge a riconoscere che linfinito è tale in quanto si abbassa
a momento ideale, del suo rapporto con il finito, nellatto stesso con cui si
idealizza la finitezza, ossia si nega e sopprime la sua semplice contrapposizione (ed
estrinsecità) allinfinito e ne fa un momento del proprio divenire, à anche il
termine idealismo indica il superamento di
qualsiasi reale, ovvero di qualsiasi semplice
finito, per integrarlo in una totalità ideale in quanto dialetticamente infinita.
- Quantità :contraddizione irrisolta del
re-inviare, in una catena infinita, a quanti
successivi.
Dottrina dellessenza
Si
esaminano categorie che che non passano più luna nellaltra ma si trovano in un rapporto relazionale
intrinseco, ovvero che si riflettono luna nellaltra (al loro interno
hanno momenti di negazione e mediazione). Ad esempio: è evidente la differenza tra i termini positivo-negativo
rispetto a i termini essere-nulla.; infatti il positivo non
ha alcun senso di per sé ma richiede, necessariamente e intrinsecamente, il riferimento
al negativo (e viceversa). Ciò in quanto nella
sfera dellessere tutto è immediato e ogni termine svanisce in quanto diventa altro;
viceversa, nella sfera dellessenza, ogni termine è relativo al suo altro, non cè
un vero e proprio passare in quanto nel passaggio, di ogni diverso in un altro diverso, il
diverso non scompare ma rimane in relazione con il precedente diverso, come
appunto il positivo ed il negativo.
In
definitiva: se nella sfera dellessere ogni categoria passa nellaltra,
nella sfera dellessenza ogni categoria si manifesta nella categoria con la quale è
in una relazione intrinseca. à 3 sezioni in cui si articola dottrina dellessenza:
- studio dellessenza in quanto appare
in se stessa à discussione
di categorie come identità, non contraddizione e terzo escluso à Hegel
dimostra [NDR: ?!?] come le leggi universali del pensiero scaturiscono da un
momento avanzato e complesso dello sviluppo del pensiero stesso come riflessione in sé.
- studio dellessenza in quanto esce
fuori di se stessa e si manifesta come fenomeno
- studio dellessenza in quanto unità
di essenza e fenomeno nella realtà effettiva à le
categorie di modalità (possibilità, realtà, necessità) sono considerate in una
successione dialettica e di relazione (sostanza, causa e azione reciproca); in tal modo è
portato a termine il lavoro di critica e rilettura speculativa dei fondamenti della
metafisica e delloggettività della conoscenza [NDR: ?!?]
Dottrina del concetto
Si
studia lo sviluppo intrinseco del concetto, non nel senso di concezione
astratta-nominalistica-psicologistica del pensiero, ma come base o momento necessario e fondamentale della
realizzazione dellIdea. Anche qui, 3
sezioni:
- soggettività, in cui si riesaminano quasi tutti i
grandi temi tradizionali della logica (ad eccezione delle leggi universali del
pensiero, già trattate nella dottrina dellessenza). Ma le distinzioni usuali
come, ad esempio, quelle tra i vari tipi di:
- concetto
- universale
- particolare
- singolare
- giudizio
- positivo
- negativo
- infinito
- ecc.
- sillogismo (e delle sue figure), ben diverso da un
semplice strumento argomentativi bensì dimostrazione
del carattere intrinsecamente dialettico del concetto e quindi della sua oggettività,
momento essenziale della realizzazione dellIdea.
vengono inclusi nel
quadro del processo dialettico-speculativo in cui il concetto, attraverso la scissione
costituita dal giudizio (inteso come rapporto di soggetto e predicato tra le
determinazioni del concetto), si realizza come totalità nelle forme sempre più complesse
di sillogismo.
- oggettività che
si articola a sua volta in 3 gradi
- meccanismo
- chimismo
- teleologia con un
riferimento privilegiato ad Aristotele, per la sua concezione concreta della finalità e
della vita, ed in polemica con i moderni tra i quali solamente a Kant viene riconosciuto
il merito di aver risollevato il problema in termini speculativi con il concetto di
finalità interna.
- Idea : 3 gradi
- Idea della vita
- Idea del conoscere
- Idea del vero
- Idea del bene
- Idea assoluta; particolare attenzione deve darsi
allapprofondimento del carattere circolare dialettico-speculativo del sapere
assoluto come legittimazione e integrazione dialettica.
La trattazione dellIdea assoluta si conclude con il passaggio
dalla logica alla filosofia della natura :liberazione assoluta dellIdea,
decisione di
estrinsecarsi nello spazio e nel tempo come natura.
Posizione che Hegel assegna alla natura nella realizzazione dellIdea: estrinsecità dellIdea a se stessa
(per tornare a se stessa). (
) La natura è un sistema di gradi, di livelli, che
scaturiscono necessariamente luno dallaltro.
Meccanica
Inizia con un esame approfondito e
complesso dei rapporti dialettici tra spazio e tempo, intesi come primi parametri dellestrinsecità;
da questi risultano 3 nozioni:
In base a questi è quindi possibile
affrontare lo studio delle diverse forme in cui si
articola il movimento:
Si giunge poi ad una terza sezione, la Meccanica
Assoluta, cioè alla gravitazione universale, che ha per oggetto il sistema dei corpi
celesti (ciascuno corpo esistente di per sé, non tornato ancora sotto lunità
organica del concetto). In questa parte
della filosofia della natura si colloca la polemica contro la concezione newtoniana delle
forze, considerata da Hegel come astrazione intellettiva. à
Discredito della filosofia di Hegel [NDR:
ma che strano!!! Come mai?]
Fisica
Serie
disparata di concezioni della natura e dei suoi elementi; copre lintero arco dei processi mediante i
quali la materia si innalza sopra la gravità
giungendo così fino alle soglie della vita.
Livello più altro a cui, in questo ambito, la materia giunge è il processo chimico,
inteso come neutralizzazione e differenziazione degli opposti non avente ancora il
carattere di circolarità ed autonomia della vita (rilevanti anche il magnetismo e lelettricità).
Fisica organica
Organico con un significato molto ampio,
designante anche lorganismo terrestre. Di rilievo le due sezioni successive sulla
pianta e sullanimale. Si scorge il graduale formarsi dellorganismo come vera
individualità vivente. In questo scenario, la pianta è un momento intermedio e
imperfetto. Solo negli organismi superiori, ed in particolare negli animali dotati di una
ben definita differenziazione sessuale, si ha la realizzazione propria dellorganismo
come duplice processo di:
- conservazione di se stesso
- riproduzione
del suo genere
Per quanto alto e perfezionato sia questo grado di vita, non raggiunge ancora la
negazione ideale dellaltro [NDR: ???] che si avrà solo con lo spirito ed il sapere; si esaurisce pertanto
come una forma di cativo infinito, ovvero come una continua ripetizione di un
medesimo proceso di riproduzione di altri individui, ben diverso da unautentica sintesi di
universalità e singolarità.
LIdea
viene viceversa colta, nel suo essere di per sé, con il superamento della natura nello
spirito. Si rammenta che lIdea:
- nella
logica era stata considerata nel suo in sé
- nella
filosofia della natura nella sua estrinsecità a se stessa
Con questo superamento lIdea viene colta nel suo essere per sé, a
partire dalle forme più embrionali, del destarsi della coscienza, fino al sapere
concettuale assoluto della filosofia.
Oltre al momento dello spirito soggettivo, lo studio di questo
processo riguarda anche i momenti dello spirito
oggettivo e lo spirito assoluto.
[NDR: contenuti dei paragrafi 8 e 9].
I primi due momenti (cogliendo il nesso
dialettico) sono ancora finiti e limitati e richiedono la sintesi ultima che si avrà solo
nello spirito assoluto (come arte, religione e filosofia).
Lo
spirito soggettivo, che si attua nel passaggio
dialettico dallanima alla coscienza e allo spirito vero e proprio ed è sintesi dellanima
con la coscienza, rappresenta il momento di negazione della natura dalle forme più
elementari di vita psichica a quelle più elevate di sapere e di volere. à Negazione del dualismo tra corpo e anima, tra
sensibilità e ragione:
- I momento: lanima, come complesso di legami tra spirito e
natura, getta radici profonde nella corporeità.
- II momento: antitetico al primo, in cui lo spirito tende a distinguersi non solo dal
proprio corpo ma anche dallindividualità particolare e dallintero mondo
naturale e sensibile E il cammino della coscienza verso lautocoscienza
(descritto nella Fenomenologia dello spirito). Ad esempio nel conflitto tra due
autocoscienze, in cui ognuna si pone come assoluta rispetto allaltra.
- III momento: spirito soggettivo vero e
proprio che unifica in sé gli opposti e cioè:
- lanima, come attività produttiva inconscia
- la coscienza come sapere
Tale unità si ha nellintelligenza come sapere
insieme.
Intelligenza ßà Volontà come autodeterminazione, vita
degli impulsi e del libero arbitrio: contrapposizione. Dalla sintesi di questi due elementi contrapposti
si giunge, infine , allo spirito soggettivo vero e proprio che non è soltanto
libero ma sa di essere libero e aspira a realizzare la libertà come intelligenza che sa e
che vuole. Ma tale passaggio si può compiere solo attraverso un nuovo passaggio
dialettico: lo spirito oggettivo à mondo della storia e delle istituzioni.
Lo spirito oggettivo rappresenta la negazione dello
spirito soggettivo nel mondo delle istituzioni, della storia e delleticità [cfr.
pagina69]
In contrapposizione alle correnti
romantiche che cercavano la chiave per comprendere la storia nei vari mondi (linguaggio,
mito e poesia) Hegel sostiene che non vi può
essere storia senza istituzioni, cioè se lo spirito non si è realizzato nn solo in un
elemento soggettivo e teoretico ma anche in rapporti oggettivi come quelli giuridici e politici (non solo
contratto sociale). à Eticità come sintesi di 2 momenti tra
loro opposti:
- diritto come volere libero e diritto della
persona
- morale
come interiorizzarsi del volere
Capisaldi del pensiero politico hegeliano; eticità con i suoi
tre momenti:
- famiglia
- società civile
- lo Stato.
Lo
spirito, che vive negli Stati e nei popoli in modo essenziale affinché lo spirito
si attui come libertà in modo concreto, vive
tuttavia ancora in modo oggettivo, senza un sapere pieno e assoluto. La conciliazione autentica tra finito ed infinito
costituisce un sapere che si manifesta solo nelle tre forme dello spirito assoluto; arte,
religione, filosofia. Queste hanno un
identico contenuto (lAssoluto appunto) ma lo esprimono e lo comprendono in modi
diversi.
- Arte:
opera finita e sensibile à lo spirito
coglie lAssoluto con un sapere immediato consistente nellintuizione della
forma sensibile come segno dellIdea.
- Religione:
lAssoluto viene colto nella rappresentazione; lo spirito va oltre limmagine,
legata al sensibile, e la trasferisce nella sfera del pensiero e delluniversalità;
la rappresentazione tuttavia non si libera completamente della sensibilità
- Filosofia:
la liberazione della rappresentazione dalla sensibilità avviene nella filosofia, dove lAssoluto
passa nella forma del concetto; solo in questa forma lo spirito è veramente per se
stesso.
La filosofia è sempre sapere concettuale
e quindi razionale, speculativo, sintesi di opposti e mai intuizione o sapere immediato. La filosofia non è altro che il proprio tempo
appreso con il pensiero [NDR: e con che
altro, altrimenti?
altra catalanata!!!] e non può mai andare oltre il proprio tempo, anche
se ciò non significa relativizzarla alle condizioni storiche dellepoca. Ciò
perché:
- il significato di un epoca, di un popolo,
non dipende mai da semplici condizioni storiche ma riflette
la funzione di quel popolo, di quellepoca nello sviluppo globale della razionalità
interna al reale.
- La filosofia, pur non potendo andare mai al di là
del proprio tempo rispetto al proprio contenuto, lo supera rispetto alla forma perché lo rende oggetto di se stessa e si popone
in posizione negativa rispetto ad esso (il proprio tempo). à In tal modo
la filosofia pone una differenza effettiva tra il sapere e la realtà, tra la coscienza e
lepoca, producendo così la manifestazione di
una forma ulteriore destinata a realizzarsi.
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