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Musiche
Sorry, but
still in italian!
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Principi che regolano le mie
partiture, composizioni e produzioni musicali
2007
A fine 2006, ho acquistato il package software "Garritan
Personal Orchestra" (GPO), una suite di elementi timbrici di
orchestra campionati da strumenti orchestrali spesso di estrema qualità (Pianoforti
Steinway, violini Stradivari, ecc.). Il link logico attuabile tra GPO e il
programma di notazione musicale che uso da tempo, NoteWorthyComposer v.1..75b
(NWC), mi ha indotto a rivedere parzialmente le tecniche e i metodi per
produrre musica audio con strumenti virtuali. Ovvero: adesso, direttamente dalla partitura
musicale, arricchendola ulteriormente dei segni di dinamica, abbellimenti, ecc., si
può "semplicemente far suonare" gli strumenti dell'orchestra virtuale,
digitalizzando direttamente, senza necessariamente "passare" per il MIDI, un
sintetizzatore esterno, altri strumenti audio, ecc.. Ciò fin quando non si dovrà
introdurre nei master audio elementi "esterni" quali la voce o altro strumento
reale (chiatarra, piano, ecc.).
Ciò nonostante, anche la precedente modalità di
produzione musicale continua, a mio avviso, ad essere valida. Pertanto, eccola di seguito.
2005-2006
Cerco di esprimere, in un quadro schematico,
i principi, i passi e i tools che regolano le mie composizioni musicali, sia in
termini di partiture che di prodotto audio finale, riservandomi di esaminarli meglio in
seguito, esplodendoli eventualmente in ulteriori pagine:
- idea ispiratrice come punto di origine; labile ed
evanescente che sia, tuttavia viene percepita ed annotata appena possibile nella sua
essenza;
- concepimento di una melodia, o anche di un ritmo o
di un'armonizzazione o comunque di un frammento sonoro, che la riguarda; ciò talvolta a
voce o, più frequentemente, con uno strumento, generalmente la chitarra (nel mio caso:
acustica e classica);
- se il frammento è generato/abbozzato alla chitarra,
"piccola orchestra", questo, almeno per me, è necessariamente già legato alle
armonizzazioni e ai ritmi di un potenziale brano;
- dal frammento si costruiscono le potenziali
ulteriori "celle" e "strutture architettoniche orizzontali" (inciso,
frase, periodo, ecc.), con passaggi che definisco "geometrici e simmetrici", per
"somiglianza" e per "differenza", per "addizione" e per
"sottrazione" di elementi, per "quadratura" e, ancora, per
"asimmetria", ecc.
- scrittura su carta o direttamente by software
(v. punto successivo) di una prima partitura, per strumento solo (chitarra o piano) o già
polistrumentale;
- se la scrittura è polistrumentale, "struttura
verticale", questa non avviene su carta ma al computer, sui pentagrammi di
"NoteWorthyComposer v.1.75b (32 bit)" ; quest'ultimo, a mio avviso, è un
ottimo programma di notazione musicale che permette di scrivere partiture che, rischiando
di essere contraddetto (ben venga in tal caso), non esito a definire professionali;
- al punto precedente è legata ovviamente la
scelta/selezione dei timbri strumentali che meglio si adattano ai motivi ispiratori del
brano; quindi identificazione di quali strumenti (tra i fiati, gli archi, percussioni,
ecc.) dovranno suonare nella partitura, quali strumenti "traspositori" (molti
fiati suonano in SI bemolle, il corno in FA, altri in MI bemolle), le loro chiavi (di
violino, di basso o di contralto); ecc.;
- scrittura e arrangiamento di tutte le parti
strumentali del brano: lavoro spesso improbo ma esaltante nella sua dinamicità, man mano
che l'intera partitura orchestrale, anche per pochi strumenti, cresce, prende corpo e si
completa;
- verifiche, di scrittura e sonore, e revisioni
ancora su NWC;
- al termine di questo "processo ciclico"
(analogo a tanti altri delle più disparate attività umane), ripetuto un non a priori
precisabile numero di volte e che si concretizza in base a semplici principi di
"equilibrio, economia, varietà, definizione delle parti principali e
secondarie" []Don Sebesky: "L'arrangiatore moderno" - Edizione
Curci Milano - 1990], la "partitura" si può dire sostanzialmente conclusa
(anche se sempre migliorabile);
- la partitura, oltre che su cartaceo, viene stampata
anche in formato PDF mediante il software "PDF Factory 2.50";
- la partitura potrebbe essere consegnata ad un gruppo
musicale o ad un'orchestra per l'esecuzione; in assenza di questi elementi si passa
al punto successivo, finalizzato all'esecuzione con sintetizzatori o strumenti virtuali
software;
- dal formato proprietario "NWC" i brani
sono salvati in formato "MIDI", generalmente "type 1", che conserva le
varie tracce indipendenti (il formato "MIDI type 0" integra tutte le tracce in
un'unica traccia);
- verifiche sonore ulteriori vengono eseguite, con
elaborazione dei file MIDI, con lo "Studio di Produzione Musicale <<ROLAND
FantomS>>", avente funzioni di sintetizzatore, campionatore, sequencer, ecc.;
definisco ciò come un quasi puro lavoro da "tecnico del suono in sala da
incisione" che, per quanto attualmente mi riguarda, è veramente complesso nelle sue
ampie possibilità (già solo l'uso degli "elementari" mixer, chorus, riverbero,
panpotting ...) personalmente appena esplorate (comunque alcuni risultati finali del
processo globale sono in linea in formato MP4);
- salvataggio in formato "SVQ", formato
proprietario ROLAND, del brano finale elaborato e, attraverso collegamento cavo digitale
ottico con scheda sonora "ROLAND Edirol UA25", effettuazione dell'HardDisk
recording by software NERO6 sul computer iniziale (ciò che era una
pura partitura software ritorna come raffinato audio digitale);
- il file WAV ottenuto viene trasformato in MP4 (circa
7% della dimensione originale) o integrato in un CD audio, in base alle esigenze e agli
obiettivi finali, sempre mediante il software NERO6.
That's all! (per ora).
Come si vede, si inizia con dei ruoli da
compositore propriamente detto, per passare a quelli di strumentista e arrangiatore, e
finire a quelli di tecnico del suono nonchè informatico.
Che ne pensate di tale metodologia e approccio?
Facile o difficile? Giusta? Sbagliata? Appassionante? Banale o contorta?
Se avete delle opinioni a riguardo, domande o
risposte, suggerimenti e approfondimenti, cortesemente scrivete a fabiosommella@hotmail.com. Chissà che non ci
si arricchisca vicendevolmente e possano nascere delle collaborazioni artistiche
fruttuose.
Un caro saluto da Fabio
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