Legame con il
costume del suo tempo
Ludovico Ariosto nacque a
Reggio Emilia ma la sua vita si svolse alla corte di Ferrara. Era rampollo di una famiglia
piccolo-aristocratica e, con scarso interesse, fece studi di diritto, poi si dedicò agli
studi umanistici. Fu molto scosso dalla improvvisa morte del padre e, per mantenere tutti
i fratelli minori di lui, lasciò il mondo culturale per impiegarsi alla corte del duca
dEste. Tuttavia qui non trovò un ambiente adatto alla sua personalità bensì un
ambiente meschino, in cui non si sentiva compreso, neanche dal cardinale Ippolito
dEste.
Passò poi al servizio del
duca Alfonso presso cui trascorse il periodo più grigio della sua vita, allietato solo
dalla relazione con una donna di nome Alessandra. Si recò, successivamente, a Roma alla
corte del papa Leone X, grande mecenate, che comprese le qualità artistiche di Ludovico.
Ebbe un figlio di nome
Virginio, di cui parlò in una delle sue sette Satire.
Compose anche le poesie latine dette Carmina, le Rime, le Commedie e le sette Satire che, tra le opere minori, sono le più originali e fresche.
LOrlando
furioso è un poema che si può considerare una grande peripezia, ricco di
invenzioni ed avventure, che conta molti personaggi, molti nuclei tra i quali, i
principali, sono:
Questi
personaggi, comunque, sono tutti legati da un nesso, da un filo conduttore. Essi,
nellambito del poema, si incontrano spesso e per caso, dando origine, così, ad una
nuova avventura, a nuove gesta. Tuttavia il poema, per quanto farraginoso e intricato, ha
una sua struttura unitaria.
Benedetto
Croce, per esempio, ha dedicato ad Ariosto una biografia e sostiene che, nel poema,
sussiste una divina Armonia. Cè, secondo questo punto di vista,
unidealità che unifica tutte le
avventure del racconto, pur se queste si snodano, apparentemente, senza un
nesso, senza un vero filo conduttore.
Binni
sostiene che il poema è reso unitario da un ritmo vitale, detto Ritmo vitale della
vita.
Lelemento
unitario, forse, può essere anche rintracciato nel fatto che i personaggi sono
senza fede, ovvero non hanno un dio, non hanno alcuna religione. Il poema di
Ariosto è agli antipodi della Commedia di Dante, in quanto non ha alcuna
trascendenza religiosa come, viceversa, quello dantesco. E la tesi di Ariosto che,
al di sopra delluomo, non cè nulla. Ariosto è un autore religiosamente
indifferente; il suo poema è una bella fiaba umana.
Sono
presenti, nel poema, anche una certa ironia, bonarietà, serenità, distacco che pervadono
e permeano il tutto, in modo teatrale, caratteristico degli episodi e di un palcoscenico teatrale che poi, in definitiva, è
quello della vita. Arosto si pone al di fuori dei suoi personaggi, osservandoli con
serenità. Il sorriso dello spettaore/lettore non diventa mai sguaiato ma resta garbato
grazie, appunto, allequilibrio psicologico e culturale del narratore.
Nel poema, è
presente lelemento della natura umana, ovvero tutto ciò che riguarda luomo, i
suoi sentimenti: lamore, la gelosia, la magnanimità, ecc. . Tuttavia Ariosto
rappresenta i suoi personaggi come dei tipi fissi, come delle entità
stazionarie. Lunico che si distacca da ciò, e quindi rivela una vera psicologia
umana, è Orlando.
Una tipica
caratteristica del Rinascimento è considerare i vari interessi delluomo, come ad
esempio larte e la politica, liberi dalle autorità morali e religiose. Al centro
del mondo cè luomo, il quale è libero di compiere tutte le sue gesta, di
esprimersi in tutte le sue forme.
Anche Ariosto
tratta i suoi personaggi, e i loro sentimenti, senza partecipazione, rimanendo
indifferente e non esprimendo né giudizi religiosi, né morali, né altri. Descrive le avventure, epiche-eroiche-amorose, per
amore dellarte, della poesia; scrive per desiderio di scrivere, non per dare alcun
insegnamento morale.
In Ariosto
luomo non riesce a fuggire alle sue Passioni, contrapposte alla Fortuna,
sinonimo di sorte o destino. Le Passioni e
La
magia che compare nel poema è una
trasfigurazione della Fortuna, del Destino.
Qualora
nellopera sia rintracciabile un qualche, accidentale, moralismo, questo è
involontario e indiretto.
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