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Rinascimento. 1

Introduzione. 1

Quadro storico dell’Italia durante il Rinascimento. 1

La cultura e i generi letterari 2

Pietro Bembo (cenno) 2

Baldassar Castiglione (da compilare) 2

La Lirica nel Rinascimento e criteri di analisi del sonetto. 2

L’arte anticlassicista. 3

 

Rinascimento

Introduzione

Termine “positivo”, coniato per la cultura del 16° secolo. Burckhardt, storico tedesco, nel 1860 scrisse “La Cultura del Rinascimento in Italia”. Precedentemente, tuttavia, la cultura del 1500 era detta “Rinascita” in Italia e “Renaissance” in Francia

Rinasce la civiltà, la cultura, dopo un periodo di morte spirituale, ovvero il Medioevo (questo secondo i rinascimentali).

Leonardo bruni, famoso umanista, nel fine ‘400 lavorava a Firenze. Sosteneva che la cultura fosse morta nel 476 d.C. con la caduta dell’Impero Romano e che, fino al 1300, ci fossero stati secoli di barbarie. Nel ‘300 rinasce la civiltà con Francesco Petrarca; ciò veniva indicato soprattutto per le opere in lingua latina.

Circa 50 anni dopo, Giorgio Vasari, biografo e umanista, traccia una “Storia dell’Arte”. Distingue:

1)       Antico

2)       Vecchio

3)       Moderno

Dice che l’arte, dallo stile Antico (latino e greco), è tracollata con lo stile Vecchio (greco-bizantino), che è stata una brutta copia dello stile “classico-antico”. Lo stile Moderno (Gotico) è stato poi la completa decadenza dell’arte (anni 1200-1300). Uno dei pochi che fecero rinascere l’arte fu Giotto, attraverso il suo stile artistico naturale e realista, imitando la natura. L’arte quindi risorse, e toccò il culmine, nel 1500 con Raffaello e Michelangelo, con uno stile che imita la natura.

 

Quadro storico dell’Italia durante il Rinascimento

Guicciardini dice che nel 1490 cominciarono le calamitàdell’Italia. Infatti, all’inizio del ‘500, inizieranno le lotte tra Spagna e Francia per il predominio in Italia che sarà appannaggio degli Aragonesi (Spagna). Quindi i principi politici italiani non avranno quasi più alcun valore, solo formale.

La crisi economica in Italia si origina con la scoperta dell’America che diventa il centro di traffici economici mondiali (1492).

La riforma luterana, poi, diffonde, una nuova religione in tutta Europa, in contrasto con quanto in precedenza, legato allo Stato Pontificio, avente grande prestigio e grande peso politico. Di conseguenza il Papa perde il controllo sull’Europa; ciò, in definitiva, rappresenta un altro colpo contro un “principe italiano”.

  1. Avviene l’invenzione della stampa
  2. Nelle opere letterarie si torna al volgare.

Nel ‘500 il latino è “sconfitto” e rinasce il volgare, dopo aver lavorato molto sulle opere classiche. L’invenzione della stampa ed il ritorno al volgare provocano la diffusione di una cultura “snellita”. Il volume sostituisce il vecchio codice. Il ceto sociale dirigente, in particolare, usufruisce della cultura. Quindi la cultura italiana acquista dei connotati aristocratici.

Con la Signoria si torna ad una vita economica feudale. Si torna ad un ambiente di corte: Montefeltro, Scaligeri, Estensi, Malatesta, Medici, ecc..

La Signoria, quindi,  fu una piccola monarchia che riportò in auge gli antichi feudatari, nobili che erano stati esclusi dal governo comunale. Si torna ad un’economia pre-comunale, feudale, e i signorotti si appoggeranno anche alla Spagna.

Dalla viltà dei signorotti, nei confronti del Comune e a favore della Spagna,  Machiavelli prenderà spunto per scrivere “Il Principe”, in cui intende dimostrare la necessità di un principe, un capo, un uomo che possa cacciare lo straniero dall’Italia. Si ha quindi una cultura di tipo aristocratico.

 

La cultura e i generi letterari

La cultura rinascimentale è una cultura “Classicista”, cioè che imita i classici, una ricerca culturale indirizzata a fissare determinate regole artistiche. L’arte diventa un qualcosa di determinato che ha certe regole a cui si deve sottostare. L’arte è un modello, una qualcosa di canonizzato, di astratto che i maestri rinascimentali aristocratici delle corti hanno la presunzione di insegnare.

Nasce quindi l’esigenza di creare un modello artistico da imitare.

L’arte “Classicista” diventa aulica, di corte; ciò significa che l’arte viene intesa come armonia e raffinatezza.

L’arte viene suddivisa nei “generi letterari”:

  1. Commedia
  2. Tragedia
  3. Novella (Boccaccio)
  4. Lirica (Petrarca)
  5. Poema cavalleresco

Tutti questi generi letterari dovevano attenersi a determinate regole, generalmente desunte dalla “Poetica” di Aristotele.

Gran parte della cultura letteraria rinascimentale è petrarchesca, cioè è la revisione-imitazione delle opere di Petrarca da parte dei “petrarchisti”. Tuttavia, il fenomeno del petrarchismo non è nulla di nuovo, proprio perché è un qualcosa di rivisto e imitativo.

I risultati maggiori del Rinascimento sono le opere di Ludovico Ariosto.

La cultura rinascimentale è definibile policentrica.

 

Pietro Bembo (cenno)

Nel Rinascimento, è probabilmente il maggior rappresentante della lirica petrarchista e del classicismo in lingua volgare.

<Da compilare>

 

Baldassar Castiglione (da compilare)

 

La Lirica nel Rinascimento e criteri di analisi del sonetto

Il sonetto è la forma ritmica dei poeti rinascimentali, desunta da Petrarca.

Analisi del sonetto: 2 quartine e 2 terzine.

Criteri per un’analisi del sonetto:

  1. Livello ritmico: la rima.
  2. Livello fonetico:           la scelta delle lettere, vocali, consonanti; verificare se alla base di queste scelte c’è un’idea ben definita. Ad esempio [da Pietro Bembo]:

crin d’oro crespo.,

d’ambra tersa e pura.

    bulletAlliterazione:    ripetizione dello stesso suono: crin d’oro crespo
    bulletIterazione:        ripetizione della stessa parola o dello stesso concetto (travalica l’alliterazione)
    bulletMetafora:        analogia (la casa della balena)
    bulletMetonimia:      equivalenza tra due termini, uno interno all’altro (la vela della nave, le ossa del corpo)

Per un’analisi a livello fonetico, si deve “smontare” tutto il sonetto, centellinando le sue parti.

  1. Le coppie oppositive, equivalenze opposte. Ad es: la bianca notte, la quiete dopo la tempesta, ecc.
  2. La corrispondenza fra le due terzine e le due quartine. Verificare  se c’è una struttura coerente, una corrispondenza tra la prima quartina e la prima terzina, e tra la seconda quartina e la seconda terzina, ecc..

 

Ecco l’elenco delle qualità della donna che Bembo descrive in “Crin d’oro crespi e d’ambra tersa e pura”: crin d’oro, occhi soavi, riso, rubini e perle, man d’avorio, cantar, senno maturo, leggiadria, giunta a somma beltà somma onestade, grazia.

 

Si vede come molte di queste qualità siano metafore.

 

L’arte anticlassicista

Nell’arte anticlassicista, il principale scrittore che si discosta dall’arte burlesca-giocosa, indirizzata a discapito delle liriche amorose di stile Bembistico, è Angelo Beolco, detto “Il Ruzzante”. Nelle sue opere descrive il mondo contadino del padovano, mondo ovviamente antiaristocratico che però non si rivolta al mondo dei signori e che, quindi, non è una reale alternativa all’arte classicista. Ruzzante è un autore soprattutto teatrale.

Sempre in ambito anticlassicista ci sono anche Berni e l’Aretino, scrittori di tipo burlesco-scandaloso.

 

Scrivi un tuo commento a fabiosommella@hotmail.com

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