Analisi critica del film "Luna di fiele" (1992) di Roman Polansky

Estratto dal mio libro "Analisi semantica di quattro film"

In vendita su BOOPEN all'indirizzo http://www.boopen.it/autori/scheda/fabiosommella.aspx

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Il film puņ essere analizzato in base a "semplici" schemi di psicologia analitica, apparentemente abbastanza convenzionali, ma che, a mio avviso, risultano, in definitiva, molto pregnanti.

Viene presentata una giovane coppia di coniugi (Hugh Grant e Kristin Scott Thomas), nel fatidico settimo anno, che conducono una tranquilla esistenza borghese con  un rapporto matrimoniale apparentemente sereno (le loro coscienze).

L'occasione di una crociera verso l'India offre un'occasione  non usuale: le coscienze intraprendono un faticoso viaggio di conoscenza all'interno di se stessi.

L'incontro con un'altra coppia, costituita da uno storpio (Peter Coyote) e una donna fatale (Emmanuelle Seigner)  sconvolge l'apparente equilibrio; questi nuovi elementi rappresentano un ambiguo mix di identita` malate, latenze della coscienza e pulsioni inconscie.

L'attrazione (fatale?) che la donna fatale esercita sul giovane protagonista, e che alla fine del racconto (ma anche nel suo corso, con piccole avvisaglie) esercita anche nella giovane protagonista, non e` solo o principalmente di natura sessuale ma e` un'attrazione di tipo "psichico" o di personalita`; ovvero: e` il fascino-seduzione delle pulsioni profonde, delle perversioni dei "mostri dell'id" sulla coscienza ; il succedersi degli eventi e` la descrizione degli effetti devastanti di questa attrazione (fatale?) sulla debole struttura della coscienza. Il tentativo di arginarne l'effetto sono i brevi e saltuari incontri/colloqui  che il protagonista intrattiene con il
padre-principe indiano e la sua figlia (risorse interiori).

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Estratto dal mio libro "Analisi semantica di quattro film"

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